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Vecchio 10-05-2006, 23.08.59
junker junker non è connesso
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Impianti alluvionali;
Partendo dall’origine, si tendeva sempre, struttura in cls od in ferro a sviluppare in altezza ed a portare la materia prima sulla sommità per poi con canale sfruttare la gravità.
Al vertice vi era la tramoggia con la griglia a rotaie che selezionava la pezzatura massima ammessa dal frantoio/molino primario e le pietre cadevano fuori dell’impianto se l’impianto era a dragline .
Il materiale arriva invece sopra direttamente calibrato, prima se a scraper con catena di secchielli, poi con l’affermarsi dei nastri trasportatori (in questi casi buca di alimentazione posta in basso) . E sempre sopra vi era il vaglio/lavaggio rotativo (ora sostituito in buona parte dal vibrovaglio piano) con anche reti concentriche; i materiali “tondi” selezionati cadevano nei silos dove venivano cavati con camion o deucaville.
Il materiale di supero dalle reti del vaglio con canala veniva avviato nel molino primario, frantumato, secchielli o nastri veniva riportato in cima, se si desiderava la polvere di pietra vi erano sempre due vibrovagli pendenti di cui il primo a secco e qui vi era la cernita degli spaccati. Anche questi prodotti andavano nei silos appositi . Il supero dei vibrovagli andava ove era presente al molino secondario o tornava al primo. Se andava nel secondario, si rimandava in alto sempre sfruttando l’elevatore del primario.
Le acque di lavaggio di tutti i vagli, contenente sabbia, venivano e vengono inviate alle ricuperatrici, ora molto comune l’idrociclone, prima solo come avete detto, ricuperatrice a tazze con nessuna, più o meno eliche, coclee e le non menzionate ricuperatrici a gravità ed a cingolo.
Ora tutto va a cumulo e smistato tra le varie macchine con i nastri e gli impianti in massima parte si sono abbassati. Visto poi che le qualità della materia prima è sempre più difficile, si sono aggiunte sfangatrici, sgrossatori per evitare inceppamenti al frantoio di alimentazione dato che ora si tende a frantumare pezzatura che prima veniva venduta a basso costo come riempimento.
Tutti i macchinari attualmente in uso hanno alle spalle comunque, escluso l’idrociclone che ha storia più recente e con gli ovvi aggiornamenti, da un minimo di 70 anni a più di un secolo.
Abbastanza recenti anche le reti antiintasamento.
Non è stato menzionato il molino a griglia; questi, rotativo non aveva la bocca di scarico libera ma appunto vincolata da una griglia calibrata per avere sempre la massima pezzatura stabilita.
Il mulino a barre invece aveva ed ha doppio uso, a parte che il prodotto è ottimo, può venire usato per riciclare ghiaie sporche per produrre sabbie senza pericolo di intasamenti mentre in alcuni casi ove la materia prima era viziata da ferro, zolfo od altissima percentuale di argille, le sabbie di lavaggio venivano gettate, ora vendute come riempimento, e si sopperiva alla necessità di sabbie con questo macchinario.
Sulla denominazione dei materiali questa varia da zona a zona ma difficile che si chiami un materiale “sabbione” se non come sinonimo di sabbia di scarto ma mai, per gli addetti ai lavori, di calibratura; la sabbia 0/3 o la sabbia 0/6 devono avere le stesse caratteristiche di pulizia etc. Solo che la fine va per intonaci, la grossa per i getti.
I fanghi, se provenienti non da vasche di decantazione naturale, ma soprattutto da impianti di chiarificazione possono essere usati per bonifiche e quanto altro ma ricadono sempre in una categoria di rifiuto, devono venir presi in carico come tali e ceduti con l’apposito formulario.
I prodotti ventilati sono invece principalmente provenienti da impianti a secco; come se provenienti dagli aspiratori ma qui volute appositamente, sono le polveri, ad esempio ricche di calcio, impalpabili e per vari usi.
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