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  #31  
Vecchio 19-11-2010, 09.32.07
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A partire dagli anni 80 vedrai che determinate tipologie di macchine si saranno affermate a discapito di altre.... e saranno quelle in uso ancora oggi. Parleremo più che altro di miglioramenti dei disegni, del comfort, della tecnologia, delle prestazioni....
Ah...ok...interessante!!!
Credo sia così un po' in tutte le cose...il boom economico si ha avuto con la ripresa negli anni 60-70...già dagli anni 80 alla fine è iniziato un po' il declino...e quindi anche le sperimentazioni, anche se, andando avanti con gli anni l'elettronica è aumentata...però, anche per quel settore, lo sviluppo si ha avuto molto di più negli anni 70; mio padre è perito elettronico e negli anni 70 hanno fatto un sacco di automazioni navali e poi più basta...mi viene da pensare che anche per le macchine sia stato un po' così...ora si studia di più il confort per evitate che la persona soffra...(mia ipotesi da quanto ho dedotto in altre cose...)
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  #32  
Vecchio 19-11-2010, 17.43.21
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.mi viene da pensare che anche per le macchine sia stato un po' così...ora si studia di più il confort per evitate che la persona soffra...(mia ipotesi da quanto ho dedotto in altre cose...)
E' corretto.... negli anni '70 si sperimentava ancora molto. Oggi si tende più che altro al miglioramento dei componeti, delle prestazioni, dei materiali, delle desing del comfort... Le ormai macchine sono quelle. Anche se Molti costruttori già stanno fantasticando propronendo prototipi e modelli delle "MMT del futuro".... roba da videogiochi e starwars diciamo

Andiamo agli Anni 70…..

Come già detto gli escavatori a corde erano stati relegati ai lavori più impegnativi, ma non per questo erano scomparsi. Ancora oggi rimangono almeno due grandi aziende che producono queste macchine la P&H e la Bucyrus.
Una importante innovazione su questo tipo di macchine venne introdotta in questi anni dalla Marion con la sua gamma di escavatoria corde "Super Front". Il nuovo disegno del braccio, diverso dallo standard degli altri costruttori, permetteva anche il movimento orizzontale del braccio e di conseguenza dava alla macchina una elevata forza di scavo. Inoltre nonostante la mole (600-700 ton a seconda della configurazione) il ciclo di lavoro dell’escavatore era molto più breve.
Questa scoperta però era un po’ in ritardo sui tempi, infatti gli escavatori idraulici frontali avranno la meglio su quelli a fune grazie ai movimenti del braccio che avevano una cinematica decisamente migliore. Infatti molti costruttori di escavatori a corde si lanciano nella produzione di escavatori idraulici… I primi furono quelli che già avevano applicato l’idraulica agli argani ed ai sottocarri dei loro escavatori come Menck (poi Liebherr) e Sennebogen.
Nel campo degli escavatori idraulici I tedeschi erano i più ferrati.... seguiti da francesi ed italiani. Infatti alcune ditte tedesche (Liebherr, O&K, P&H) facevano costruire i loro prodotti su licenza da costruttori giapponesi, russi e americani…
In campo di escavatori idraulici arrivano alcune novità… La Pingon costruisce un escavatore gommato inusuale che non avrà grande successo ma poserà le fondamenta dei futuri escavatori “polivalenti” della Mecalac. Praticamente le 4 ruote dell’escavatore si sollevavano dal terreno per mezzo di un meccanismo idraulico lasciando la macchina poggiata su un base metallica su cui poteva girare di 360°…. Non fu una idea grandiosa infatti, la macchina lavorava comoda su terreni in piano, ma sulle pendenze o sui terreni accidentati non era in grado di stabilizzarsi.
Infatti tutti i costruttori di escavatori gommati (i cingolati di per se sono più stabili grazie al maggiore peso e maggiore superficie di contatto con il suolo) preferiranno adottare i cosiddetti stabilizzatori. Cioè delle staffe o “piedi” richiudibili idraulicamente che abbassandosi bloccano la macchina e contemporaneamente, poiché ne aumentano la superficie di contatto al suolo, la rendono più “stabile”. L’altro vantaggio e che ogni “piede” stabilizzatore è indipendente dagli altri quindi la macchina può essere livellata anche su lievi pendenze o terreni sconnessi….
L’altra novità riguarda le dimensioni… come ti avevo accennato negli anni ’60 l’escavatore idraulico più grande pesava meno di 50 ton… Nei primissimi anni ’70 il peso si è quasi triplicato con l’introduzione nel 1971 del Poclain EC1000 da 140 ton…. Era azionato da tre motori che fornivano 780 HP ed una benna da 8.8 mc poteva scavare 500 mc di materiale ogni ora….
Era disponibile sia nella versione frontale, sia in quella rovescio….
Seguito a sua volta dell’ O&K RH60 dal 112 ton , motore da 760 HP e benna da 6.5 mc… la novità assoluta di questo escavatore era che la benna frontale si poteva aprire sul fondo (praticamente come la “4 in 1” ) a vantaggio di altezze di scarico più elevate e cicli di lavoro più brevi. Inoltre proprio come la benna 4 in 1 poteva essere usata per afferrare o livellare….
Questi due escavatori erano la dimostrazione che gli escavatori idraulici potevano benissimo competere con quelli a corde anche nei lavori impegnativi….
Sempre negli anni ’70 Caterpillar con il 225 lancia la sua gamma di escavatori idraulici che faranno storia come molti altri prodotti del marchio. La peculiarità principale era l’elevata velocità di traslazioni su cingoli, oltre a prestazioni e comfort (CAT ha da sempre posto un attenzione particolare a cabine e comfort operatore).
I questi anni gli escavatori idraulici hanno implementato diversi tipi di bracci. Inizialmente erano due o frontale o rovescio. In questi anni molti produttori, realizzano e offrono come opzione i bracci regolabili ed i posizionatori. Proprio la italiana SIMIT (vedi Bruneri Fiatallis) brevetta il “posizionatore idraulico”. Cioè il braccio era suddiviso in tre tronconi. Un pistone idraulico posto sul primo, permetteva di regolare l’angolo tra il primo ed il secondo braccio. Questo sistema è molto utile sia per lavorare in spazi ristretti, sia per lavorare molto vicino ai cingoli e per la realizzazione di scarpate in pendenza e livellamenti. Questo sistema già c’era ma era fisso. L’idea della SIMIT riduceva di tantissimo i tempi di regolazione che tra l’altro poteva avvenire di continuo senza la necessita di fermare l’escavatore…. Oggi tutti i costruttori montano su richiesta questo tipo di braccio.
Sempre in campo di escavatori idraulici nasce negli anni 70 forze la più comune delle attrezzature idrauliche complementari all’escavatore, il “martello demolitore idraulico”. Questa macchina nasce su idea della francese Montabert, già pioniera dei martelli demolitori pneumatici a mano. Questo attrezzo montato al posto della benna, viene alimentato dell’impianto idraulico dell’escavatore, tramite un circuito ausiliario dedicato. Le applicazioni principali riguardano lo scavo in roccia, le demolizioni ed in generale quelle attività dove la sola forza dell’escavatore non bastava a rompere il materiale. Negli anni successivi compariranno nuove attrezzature idrauliche da applicare agli escavatori per renderli sempre più versatili ed adatti ai più svariati impieghi.


Le pale gommate… ormai l’articolazione centrale è quasi uno standard (ancora oggi ci sono un paio di eccezioni) e lo stesso vale per converter e differenziali antislittamento. Anche nelle pale pesi e dimensioni variano dalla mini alla maxi.
La Kramer 411 ad esempio pesa solo 4.4 ton ed ha due diverse possibilità di sterzo. O sterzando le ruote posteriori, oppure frenando la macchina solo su un lato poteva girare sul posto - praticamente come le pale cingolate.
I sistemi di trasmissione erano dei più disparati… idrostatici, elettrici, o meccanici con cambio Powershift. La LeTourneau (si è sempre lui a fare queste cose…) montava lo stesso sistema di trasmissione elettrica AC su praticamente tutte le sue macchine comprese le pale gommate vedi la sua L700 da 80 ton!!!
Anzi ti dirò oggi la LeTourneau è l’unica produttrice al mondo di pale gommate da miniera con trasmissione elettrica… Oggi produce solo quelle.
La bestia delle bestie era però rappresentata dalla Michigan 675…. 159 ton di peso, 1270 Hp e 18.5 mc di benna…. Un mostro!!Ho postato alcuni VIDEO d’epoca interessanti su questa macchina.
A parte questo ormai le pale gommate avevano raggiunto la struttura che ancora oggi le identifica.

Le pale cingolate invece in questi anni iniziano a combattere la battaglia contro pale gommate ed escavatori che si dimostrano più competitivi…. Quindi i costruttori cercano di migliorare questo prodotto.
Due macchine interessante e simili furono proposte, in anticipo sui tempi, da JCB e CMC (poclain).
Jcb lancia la pala cingolata idrostatica a motore posteriore modello 110 nel 1971… JCB pare ricevette un premio per questa pala ma a quanto pare le vendite furono alquanto esigue…
Sempre a motore posteriore e sempre idrostatiche erano le CMC C11 e C21…. Entrambe queste macchine sparirono dal mercato prima ancora della fine degli ’70….
Il vantaggio del motore posteriore (che come dissi in realtà risale agli anni ’50) era quello di fare da contro-peso e quindi non erano necessarie zavorre supplementari.
Negli anni ’80 questo concetto verrà ripreso da CAT e Liebherr che tra l’altro oggi sono rimasti gli unici due produttori a contendersi il mercato mondiale. Le pale cingolate non sono più così diffuse ma per alcuni lavori sono tuttora insostituibili…

Domani vediamo il resto.
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Ultima modifica di CAT320 : 20-11-2010 alle ore 14.24.40 Motivo: aggiunto parte...
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  #33  
Vecchio 19-11-2010, 19.00.54
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Macchine futuristiche pure nei cantieri????...mah...sono un po' scettica...
però effettivamente si evolve ogni campo...
Allora a domani...e grazie per gli anni '70!!
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  #34  
Vecchio 19-11-2010, 19.26.07
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Se non ci credi... ovviamente parlo di "idee", abbozzi e prototipi in scala.... non c'è nulla di definitivo. Anche se qualche macchina dal Desing futuristico (ma con ancora la tecnologia attuale) è stata presentata oltre 10 anni fa.... Vedi ad esempio questo O&K...


Ti rimetto questo video esempio giusto per farti capire.... Volvo ha elaborato questo progetto oltre 5 anni fa.
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  #35  
Vecchio 22-11-2010, 17.58.20
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Sembrano modelli che andrebbero bene ad essere usati sul territorio lunare...però il secondo non sarebbe mica male...aiuterebbe l'operatore a fare tutti i controlli stabliti da normativa (a parte il cambio colore) e permetterebbe di viaggiare in qualsiasi condizioni di terreno con le minime vibrazioni e cambiamenti...
Da studiosa di strutture a me verrebbe in mente, invece, di separare la cabina di comando dal resto con degli isolatori come si sta facendo per gli edifici antisismici...per ridurre ancora di più le vibrazioni, per esempio,...
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  #36  
Vecchio 22-11-2010, 18.44.20
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Sembrano modelli che andrebbero bene ad essere usati sul territorio lunare...però il secondo non sarebbe mica male...aiuterebbe l'operatore a fare tutti i controlli stabliti da normativa (a parte il cambio colore) e permetterebbe di viaggiare in qualsiasi condizioni di terreno con le minime vibrazioni e cambiamenti...
Da studiosa di strutture a me verrebbe in mente, invece, di separare la cabina di comando dal resto con degli isolatori come si sta facendo per gli edifici antisismici...per ridurre ancora di più le vibrazioni, per esempio,...
Bhè secondo me con quelle macchine si perde il gusto di essere operatori... Spero che quando nasceranno delle machine del genere sarò già in pensione.

Sulla questione cabine. Anche se non si vede, già da diversi anni, le cabine vengono montate sui così detti "supporti viscosi". Sono delle specie di "cuscini" che servono appunto a ridurre le vibrazioni trasmesse all'operatore. Anche i sedili sono "ammortizzati".... i motori vengono montati su supporti elastici.... insomma tutte precauzioni atte a ridurre appunto le vibrazioni.

Intanto scusami ma ho saltato un altra fetta del discorso sugli escavatori.....
Nel 1970 nasce per mano della Giapponese Takeuchi il primo vero e proprio miniescavatore della storia il TB1000. Questo "mini" pesava solo 2 ton (il precedente ne pesava 6)... ed aveva tutte le stesse funzioni di un normale escavatore idraulico. Negli anni successivi verrà migliorato aggiungendo il brandeggio del braccio (già introdotto da Schaeff) e la lama anteriore. La lama ormai è uno standard sui miniescavatori ed ha lo scopo sia di rendere la macchina più stabile quando si lavora, sia di aiutare nelle lavorazioni di reinterro o per piccoli livellamenti.

Spero domani di completare il discorso anni 70....
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  #37  
Vecchio 22-11-2010, 19.46.39
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Sulla questione cabine. Anche se non si vede, già da diversi anni, le cabine vengono montate sui così detti "supporti viscosi". Sono delle specie di "cuscini" che servono appunto a ridurre le vibrazioni trasmesse all'operatore. Anche i sedili sono "ammortizzati".... i motori vengono montati su supporti elastici.... insomma tutte precauzioni atte a ridurre appunto le vibrazioni.
I sedili lo sapevo che erano antivibranti...non sapevo delle cabine disposte sui supporti viscosi (anche le case antisismiche si possono mettere su supporti viscosi ^_^)...
Noto con piacere che alla fine i sistemi usati si riducono agli stessi...Senza saperlo mi era venuta in mente la stessa cosa...

Citazione:
Intanto scusami ma ho saltato un altra fetta del discorso sugli escavatori.....
Non disperare cosi...stai tranquillo...6 già molto gentile ed utilissimo!!
Grazie e a domani!!!

PS: nell'Album fotogrtafico c'è l'ultimo escavatore a vapore realizzato dall'O&K modello 16???

Ultima modifica di Tata84 : 25-11-2010 alle ore 16.27.17 Motivo: perchè avevo una domanda in più
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  #38  
Vecchio 25-11-2010, 19.04.48
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Dunque come richiestomi da Tata....
L'ultimo escavatore a vapore messo in produzione da O&K nel 1940 il T16..... lo potete vedere nella prima immagine di questa pagina:

http://www.baggerfan.de/page3.htm

Questo è un sito web tedesco dedicato agli escavatori a vapore e a corde.... ci sono molte immagini interessanti.

Mentre questo è il General 105:




In effetti qui ho fatto un pò di confusione io.... ricordavo che il produttore fosse "American Hoist" mentre "General 105" fosse il modello.
In realtà General (in pratica Osgood) è il produttore. La "American Hoist" in questo caso non c'entra nulla....
Pardon ....

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  #39  
Vecchio 25-11-2010, 19.58.01
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In effetti qui ho fatto un pò di confusione io.... ricordavo che il produttore fosse "American Hoist" mentre "General 105" fosse il modello.
In realtà General (in pratica Osgood) è il produttore. La "American Hoist" in questo caso non c'entra nulla....
Pardon ....
Ecco perchè non trovavo informazioni su America General 105...svelato il mistero!!!
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  #40  
Vecchio 01-12-2010, 18.29.10
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Dunque mi scuso per il ritardo….


Sempre anni 70 ma parliamo di apripista (dozer). A causa del successo di escavatori e pale e dumper, i dozer iniziano in questi anni a diminuire nei cantieri. Soprattutto quelli gommati. Oggi praticamente solo Caterpillar e LeTourneau costruiscono dozer gommati principalmente utilizzati in miniere o depositi di carbone e minerali…. Molto poco nel movimento terra. Quelli cingolati invece, sono ancora oggi molto utilizzati e sviluppati ma ovviamente riservati a lavori specialistici o nei grandi sbancamenti.

Nel 1973 Caterpillar presenta il carro “sigillato” e “lubrificato a vita”. Questo carro ha i perni che collegano le maglie della catena coperti permanentemente di lubrificante. Questo riduce notevolmente attrito, sfregamento e quindi usura dei componenti tra i componenti del carro a vantaggio dei costi digestione e riparazione ridotti drasticamente…
Nel corso degli anni diventerà uno standard per tutti i costruttori.
Sempre Caterpillar introduce il “pitch control” sui ripper. Questo sistema permette di controllare la posizione del ripper e quindi migliorare penetrazione nel terreno e la resistenza del “dente”.
Sempre Caterpillar presenta ufficialmente nel 1977 il D10…. Questa macchina adotta un sistema innovativo di cingoli e cioè a ruota motrice rialzata. Questo sistema era già stato “sperimentato” da altri costruttori prima di CAT ma senza successo….
Praticamente separando la ruota motrice dal telaio ed elevandola sopra di esso, il carro ha una base di appoggio più grande per una migliore trazione. Questo disegno è maggiormente in grado di assorbire gli shock trasmessi dal terreno per una maggiore durata nel tempo ed un maggiore confort per l’operatore. Il design modulare inoltre facilita la manutenzione.
Questa macchina da sola faceva il lavoro di due D9….. Questo sistema verrà man mano introdotto su tutta la gamma Caterpillar che ancora oggi ne detiene l’esclusiva.
Se leggi quella discussione che ti ho indicato nel capitolo anni 60 ci sono altre cose da sapere a riguardo.

Grader….. Caterpillar brevetta vari sistemi. Un di questi permette di regolare la consolle dei comandi ed il volante in modo da migliorare il confort per l’operatore. Un altro brevetto consente rendere la lama flottante, questa quindi si adatta autonomamente al profilo del terreno.
La Interstate sviluppa il “Fine Grader” una sorta di fresa da montare al posto della lama che permetteva di livellare meglio e più velocemente terreni compatti….

Gli scraper…..
Nel 1970 la Michigan adotta per la prima volta le sospensioni sull’asse motore dei suoi scraper per salvaguardare l’operatore dagli scossoni prodotti dallo scraper nell’affrontare i dossi a 53Km/h….
Prima di questo pare che gli operatori di Scraper soffrissero molto spesso di ernia al disco a causa degli scossoni…
Anche Caterpillar adotta un sistema di sospensione che però agiva sul collo di collegamento tra la motrice e lo scraper… Altri costruttori adottano sospensioni idro-pneumatiche.
I treni di scraper sono molto produttivi ma allo stesso tempo molto ingombranti da manovrare perché resi solidali tra di loro.
Gli ingegneri Caterpillar allora inventano lo scraper “Push-Pull“. Ogni scraper è dotato frontalmente di una piastra di spinta ammortizzata da molle e di un connettore che può essere sollevato ed abbassato idraulicamente. Dietro invece sono montati un blocco di spinta ed un uncino. Con questo sistema ogni scraper si può agganciarsi ad un altro solo quando richiesto.
Come funziona. Lo scraper n°1 spinge lo scraper n°2 mentre questo è in fase di scavo fornendo quindi più potenza. Quando n°2 è carico si solleva e traina n°1 nella fase di scavo fornendo a sua volta più potenza. Una volta carichi gli scraper possono essere sganciati in pochi secondi ed essere guidati indipendentemente. Con questo sistema oltre ad i vantaggi di manovra diviene superflua la necessita di un dozer di spinta. Vista la sua semplicità ed efficacia il sistema Push-Pull verrà presto copiato ed offerto anche dagli altri produttori di scraper.
Gli svantaggi è che a causa delle elevate forze di spinta e trazione, si potevano collegare al massimo tra scraper per volta e tutti i componenti soggetti a sollecitazioni andavano rinforzati.
Anche gli scraper, come già ti ho anticipato, inizieranno a scomparire dopo gli anni 70. Escavatori e dumper a differenza degli scraper sono in grado di lavorare su tutti i tipi di terreno ed in tutte le condizioni climatiche, a vantaggio della flessibilità soprattutto in cantieri con condizioni “variabili”.

I dumper….. La francese Secmafer presenta una gamma di dumper idrostatici tra cui il più grande europeo dell’epoca. Nonostante i vantaggi di queste macchine come le sospensioni, capacità produttive e velocità di spostamento, la gamma non avrà successo e la trasmissione idrostatica sui dumper mai più riproposta…..
Quelli che prenderanno piede in questi anni sono i dumper articolati.
Le aziende pioniere nella produzione di questi dumper sono tutte scandinave…. La Moxy introduce per la prima volta la trazione 6x6 che prima di allora veniva offerta solo sui primi due assi.
Inutile dire che il dumper era più performante grazie ad una migliore trazione.
Sul fronte dei grandi dumper da miniera il grosso problema erano i pneumatici… Nonostante le dimensioni raggiunte (40.00.57 per portate fino a 200 ton) i pneumatici erano ancora poco sviluppati per reggere velocità e portate così elevate.
I costruttori di dumper allora iniziarono a sperimentare varie soluzioni tutte finite nel dimenticatoio come i pneumatici gemellati frontali dell’Euclid R-210 o le 4 coppie di ruote del Vcon 3006.
Il Wabco 3200 aveva invece tre assi di cui i due posteriori gemellati ed una portata di 213 ton ed ebbe un po’ più di successo….
La Terex presentò invece nel ‘74 il Titan 33-19…. Il nome non era a caso. Questo dumper aveva la stessa impostazione strutturale del Wabco ma una portata di 318 Ton un peso totale di 554 Ton e 3.00 Hp. Si è trattato di un esemplare unico ed è tuttora il dumper più grande mai costruito anche se non il più performante….
Se cerchi su Wikipedia c’è la storia di questo ed altre macchine giganti.
Sempre nel ’74 viene presentata la prima macchina movimento terra senza operatore.
La Unit Rig sviluppa il sistema ATC (automatic truck control) per i suoi dumper.
Il sistema non venne mai introdotto definitivamente perchè la trasmissione dei comandi dal veicolo all’operatore e viceversa, veniva effettuato tramite un binario sepolto su cui il dumper si collegava tramite una sorta di pantografo. Inoltre vista l’assenza di telecamere, per guidare il dumper era necessario montare due torri di controllo una nel punto di carico ed una in quello di scarico.
Insomma un sistema complesso che, sui dumper non prenderà mai piede e non andrà oltre la sperimentazione.….
Su altre macchine invece sistemi di guida senza operatore verranno sviluppati meglio negli anni 80.
La solita Caterpillar brevetta due sistemi.
Il cassone modulare che permetteva di trasportare i cassoni di maggiori dimensioni smontati in pezzi e quindi assemblarli direttamente sul cantiere finale. Un altro sistema adottato sui dumper Caterpillar sono i freni in bagno d’olio che grazie ad una più efficiente dissipazione del calore rendevano la frenata più efficace.



Spero nei prossimi giorni di illustrarti gli anni'80....
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  #41  
Vecchio 02-12-2010, 12.27.28
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mamma mia...mi sono persa con tutti quei produttori...
Ne hanno idealizzate di macchine in breve tempo...
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  #42  
Vecchio 02-12-2010, 13.14.20
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Rispetto agli anni 70 i costruttori sono diminuiti notevolmente. La gran parte sono stati assorbiti dai più grandi. Altri ancora hanno ristretto la produzione specializzandosi in pochi prodotti di "nicchia" (vedi LeTourneau...). Altri sono falliti direttamente.
Vedrai che dagli anni 80 le macchine totalmente nuove si potranno contare sulle dita.
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  #43  
Vecchio 06-12-2010, 22.57.31
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Rispetto agli anni 70 i costruttori sono diminuiti notevolmente. La gran parte sono stati assorbiti dai più grandi. Altri ancora hanno ristretto la produzione specializzandosi in pochi prodotti di "nicchia" (vedi LeTourneau...). Altri sono falliti direttamente.
Vedrai che dagli anni 80 le macchine totalmente nuove si potranno contare sulle dita.
Ho potuto constatare, sentendo voci in giro, come, in effetti, negli ultimi anni non si hanno avuto novità rilevanti in relazione alla tecnologia sulle macchine...anzi...credo proprio che le novità più rilevanti sono quelle che fin'ora mi hai illustrato.
Resto in attesa del resto,
grazie 1000,
un abbraccio
Nadia
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  #44  
Vecchio 07-12-2010, 14.26.39
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Ho potuto constatare, sentendo voci in giro, come, in effetti, negli ultimi anni non si hanno avuto novità rilevanti in relazione alla tecnologia sulle macchine...anzi...credo proprio che le novità più rilevanti sono quelle che fin'ora mi hai illustrato.
Resto in attesa del resto,
grazie 1000,
un abbraccio
Nadia
Non so con chi hai parlato ma non è proprio come ti hanno detto. La tecnologia è sempre in evoluzione. Materiali, componenti, sistemi elettronici ecc ecc.... Sono la struttura e l'impostazione delle macchine che cambiano poco o niente.

Spero in questi giorni di festa di concludere.
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  #45  
Vecchio 07-12-2010, 16.13.55
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Non so con chi hai parlato ma non è proprio come ti hanno detto. La tecnologia è sempre in evoluzione. Materiali, componenti, sistemi elettronici ecc ecc.... Sono la struttura e l'impostazione delle macchine che cambiano poco o niente.

Spero in questi giorni di festa di concludere.
Intendevo dire che negli ultimi anni i mezzi sono cambiati per renderli economicamente più vantaggiosi (e quindi con materiali,...) e confortevoli...ma non con novità effettive che permettano di cambiare notevolmente la tecnologia dei mezzi...
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  #46  
Vecchio 14-12-2010, 16.40.50
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Da una brochure Caterpillar di quelli anni: “lo sterzo articolato produce una ridotto raggio di svolta che dà una manovrabilità eccezionale in aree ristrette. Il giunto articolato è situato esattamente tra l’ asse anteriore e quello posteriore in modo che le ruote ruotino sempre sulle loro stesse tracce. La resistenza al rotolamento è minima in quanto le ruote posteriori utilizzano il percorso già stabilito dalle ruote anteriori. La macchina scava, si gira e carica in uno spazio lungo meno di due macchine. Con solo tre giri del volante la benna può essere ruotata per un totale di 70°, che il caricatore sia in moto o meno. Il caricatore non deve quindi essere completamente dritto, al fine di riempire la benna in modo efficiente, spostare il carico e il svuotarlo. I vantaggi sono distanze di guida più brevi e cicli di lavoro più veloci.”
Per caso hai autore dell'articolo, titolo della brochure, anno ecc...
PS: se poi dirmi il nome delle riviste che sti utilizzando per gli anni 80, 90 2000 mi puoi indicare

nome rivista, numero e anno, (ovvero i dati bibliografici??)

grazie...
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  #47  
Vecchio 14-12-2010, 16.59.25
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Per caso hai autore dell'articolo, titolo della brochure, anno ecc...
PS: se poi dirmi il nome delle riviste che sti utilizzando per gli anni 80, 90 2000 mi puoi indicare

nome rivista, numero e anno, (ovvero i dati bibliografici??)

grazie...
In quel caso l'autore è "Caterpillar" stesso.... è tratto da un depliant non da una articolo di rivista.
Poi mi spiace ma non sono riviste quelle che sto utilizzando (anche perchè non ne ho di così vecchie). Oltre al libro che ti ho già indicato sto utilizzando delle semplici Brochure, dati storici presenti sul web e cataloghi. Purtroppo darti delle note bibliografiche mi viene un pò difficile..... anche le brochure non sono tutte datate.
Per motivi tecnici il prossimo capitolo raggrupperà gli anni 80-90 e 2000..... sempre riportando le evoluzioni più importanti anno per anno....
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  #48  
Vecchio 14-12-2010, 18.09.31
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Ah...ok...non importa per i dati bibliograci...
Metto allora il riferimento del sito web e del forum.

Comunque va benissimo raggruppare le cose...hai già fatto un sacco...
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  #49  
Vecchio 17-12-2010, 09.32.26
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Sul fronte dei grandi dumper da miniera il grosso problema erano i pneumatici… Nonostante le dimensioni raggiunte (40.00.57 per portate fino a 200 ton)
scrivendo il testo mi sono accorta di una cosa...
Cosa vuole dire la scritta 40.00.57...sono le dimensioni, ok, ma sotto che formato????

(magari è una domanda stupida, ma non riesco a collocare il 00)

Citazione:
La Terex presentò invece nel ‘74 il Titan 33-19…. Il nome non era a caso. Questo dumper aveva la stessa impostazione strutturale del Wabco ma una portata di 318 Ton un peso totale di 554 Ton e 3.00 Hp.
mentre qui la potenza è 300??...non 3,00 (o sbaglio??...perchè altrimenti non mi quadra con l'ordine di grandezza di tutto ciò che mi hai scritto in precedenza
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  #50  
Vecchio 17-12-2010, 14.59.42
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scrivendo il testo mi sono accorta di una cosa...
Cosa vuole dire la scritta 40.00.57...sono le dimensioni, ok, ma sotto che formato????

(magari è una domanda stupida, ma non riesco a collocare il 00)



mentre qui la potenza è 300??...non 3,00 (o sbaglio??...perchè altrimenti non mi quadra con l'ordine di grandezza di tutto ciò che mi hai scritto in precedenza
scusami errori di battitura....

La misura del Pneumatico è 40.00-57 di cui:

- 40.00 è la larghezza nominale della sezione (corda) espressa in pollici. Lo "00" Rappresenta il rapporto di aspetto (cioè il rapporto tra l'altezza e la larghezza di sezione della copertura di un pneumatico) del 100%.
- 57 il diametro del cerchio sempre espresso in pollici

La potenza del Titan invece è 3.300 HP......
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  #51  
Vecchio 17-12-2010, 20.16.46
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scusami errori di battitura...
Ah...ok...grazie...Sono arrivata alla fine di tutto ciò che mi hai detto...

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La potenza del Titan invece è 3.300 HP......
Quindi 3 mila 300? (il prof mi ha fatto venire i dubbi su punti e virgole dei separatori visto che vuole la virgola e non il punto come separatore dei decimali ^_^)

Ora stavo già ampliando un po' inserendo le informazioni che mi ha mandagto un tizio della Komatsu...
Sperò però di ricevere poi anche le tue altre aggiunte perchè sei stato molto chiaro ed utile.
Grazie mille!!!

Ultima modifica di Tata84 : 17-12-2010 alle ore 20.38.20
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  #52  
Vecchio 18-12-2010, 12.28.44
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Ah...ok...grazie...Sono arrivata alla fine di tutto ciò che mi hai detto...

Quindi 3 mila 300? (il prof mi ha fatto venire i dubbi su punti e virgole dei separatori visto che vuole la virgola e non il punto come separatore dei decimali ^_^)

Ora stavo già ampliando un po' inserendo le informazioni che mi ha mandagto un tizio della Komatsu...
Sperò però di ricevere poi anche le tue altre aggiunte perchè sei stato molto chiaro ed utile.
Grazie mille!!!
Si 3,300..... tremilatrecento HP...... Il tuo prof è un pò pignolo.

Che tipo di info ti stanno fornendo dalla Komatsu?? Storiche o tecniche???
Tra stasera e domani dovrei inserire il materiale mancante.
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  #53  
Vecchio 18-12-2010, 13.20.07
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Si 3,300..... tremilatrecento HP...... Il tuo prof è un pò pignolo.

Che tipo di info ti stanno fornendo dalla Komatsu?? Storiche o tecniche???
Tra stasera e domani dovrei inserire il materiale mancante.
Tecniche...un tipo mi h mandato le schede tecniche di alcuni modelli anni'80 ed attuali...
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  #54  
Vecchio 18-12-2010, 16.34.13
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Tecniche...un tipo mi h mandato le schede tecniche di alcuni modelli anni'80 ed attuali...
Interessante.... se quando hai finito non sai che fartene fai un fischio.... io raccolgo tutto

comunque vista la fretta ho dovuto sintetizzare al massimo non scendendo troppo nei particolari. Comunque se ci sono passaggi non chiari o dove preferisce approfondire meglio basta dirlo.
Purtroppo a parte l'iniziale passaggio che riguarda un pò tutte le macchine, non so se riesco ad approfondire il discorso scraper e dozer in questi anni, perchè ho pochissima documentazione a riguardo. Per oggi intro ed escavatori... le altre necessitano di qualche dettaglio.....

Come ti ho anticipato in questi anni ci sono degli accorgimenti che riguardano un po’ tutte le tipologie di macchine.
I componenti si vanno uniformando e presentano man mano caratteristiche comuni a tutti i produttori. Pompe idrauliche a portata variabile accoppiate a seconda delle necessità a delle forze, richieste, garantiscono il giusto quantitativo di olio (e quindi di forza trasmessa ai bracci) a seconda delle necessità…. Inoltre la gestione elettronica di motore e pompe permette migliorare consumi, rendimenti, precisione idraulica. Anche i movimenti della macchina diventano più fluidi ma anche più rapidi ed è possibile realizzare più movimenti contemporaneamente.
Il sistema Load Sensing prende sempre più piede grazie all’ elettronica. Le macchine sono in grado di aumentare o diminuire autonomamente il flusso di olio in base allo sforzo richiesto. In questo modo si risparmia sul carburante e l’olio si riscalda meno a vantaggio della durata dei componenti.
Gli operatori hanno anche la possibilità di “preselezionare” diverse modalità di lavoro a seconda delle esigenze….. Si tratta di veri e propri settaggi pre-impostati che bilanciano (e quindi ottimizzano) prestazioni e consumi a seconda se si devono fare lavori intensivi o di finitura o di sollevamento.
I comandi diventano servo-assistiti. Inizialmente i manipolatori erano collegati alle valvole dei distributori tramite dei sistemi di rinvii meccanici. A scapito di confort e precisione.
Con i comandi servo-assistiti il manipolatore aziona un circuito idraulico (oppure elettrico) a bassa pressione che a sua volta agisce sulle valvole dei distributori a vantaggio di sforzo di azionamento, confort e quindi precisione dei movimenti.
Compaiono anche i primi “innesti rapidi idraulici”. Sono delle connessioni particolari che permettono di connettere/disconnettere le tubazioni delle varie attrezzature disponibili (martelli, trivelle, cesoie ecc ecc) in pochi secondi e con una minima dispersione di olio. Verranno ovviamente migliorati col tempo.

Sempre per agevolare la sostituzione delle sempre più numerose attrezzature disponibili vengono introdotti gli “attacchi rapidi”….. Queste speciali piastre di aggancio servono a passare da una benna alle forche o da una benna ad un martello in pochi minuti o secondi, a seconda delle versioni. Inizialmente erano tutti puramente meccanici, poi sono diventati idraulici….
Oggi vengono offerte alcune soluzioni come il Multi-Quick che permette all’ operatore di cambiare tutte le attrezzature idrauliche che vuole senza mai scendere dal mezzo perché anche le tubazioni idrauliche, grazie a questo sistema, si connettono automaticamente.
Le cabine diventano sempre più confortevoli e accessoriate. Da riscaldamenti e in sonorizzazioni sempre più efficaci; sedili, braccioli e joystick regolabili in tutte le direzioni per adattarsi ad operatori di tutte le stazze; ampie vetrate per una visibilità ottimale; gestione elettronica dei comandi e computer di bordo; Monitor per la diagnostica delle funzioni e degli allarmi…. E poi stereo, vani portaoggetti, accendisigari insomma cabine come pubblicizzava un noto marchio “in stile automobilistico”… Novità degli ultimissimi anni (dettati anche dalle normative…) la telecamera posteriore per tenere sotto controllo il “sedere” della macchina.
Le motorizzazioni diventano sempre più sofisticate a causa delle sempre più severe normative che impongono bassi livelli di emissioni inquinanti, bassi livelli di rumorosità ecc ecc…. ma anche le macchine stesse che richiedono motori più piccoli ma più potenti!!!!
Oltre ai più comuni accorgimenti comuni a tutti i tipi di motore, anche sulle MMT negli ultimissimi anni (parliamo oggi giorno…) si stanno proponendo le prime motorizzazioni ibride Diesel-Elettriche che permettono un notevole abbattimento del consumo di carburanti ed emissioni inquinanti.
Tutti i più grandi produttori come Caterpillar, Komatsu, Kobelco, hanno già messo in commercio alcune MMT ibride…. Altri stanno presentato prototipi, idee e soluzioni a riguardo.


Escavatori…… Dunque come ti ho detto ormai l’escavatore idraulico ha raggiunto la sua impostazione tipica, che lo caratterizza ancora oggi. Di conseguenza è dagli anni 80 che i vari produttori tendono solo al miglioramento sia estetico che funzionale. Probabilmente sono quelli che più si evolvono infatti le migliorie sono tantissime.
Negli anni ’80 inizia anche la ribalta dei Giapponesi…. Questi infatti fino agli anni 60-70 producevano escavatori su licenza delle ditte europee e americane. A fine anni 80 si ribalta la situazione e alcune delle più importanti case occidentali stringeranno alleanze con le giapponesi per “implementare” la loro tecnologia idraulica che in pochi anni ha fatto passi da gigante.
Ad esempio Caterpillar nonostante il successo della sua serie 200 inizierà a collaborare nel 1986 con Mitsubishi per lanciare la nuovissima serie 300 nei primi anni '90.
Allo stesso tempo Fiat-allis in europa e John-Deere in america sia alleano con Hitachi che vanterà una delle gamme di escavatori di maggior successo per tutti gli anni '90 (anche oggi non scherza…)…. Anche altri produttori minori faranno lo stesso. Gli unici che non hanno ceduto alle lusinghe degli asiatici sono i tedeschi che, ancora oggi, forti delle loro competenze e tradizioni, hanno continuato a lavorare in proprio.
Sui circuiti idraulici vengono adottati vari nuovi sistemi. Il “sistema di rigenerazione” che permette di recuperare l’olio in uscita dai pistoni e sommarlo subito a quello in entrata permettendo di velocizzare movimenti, ridurre il riscaldamento dell’olio (perché si muove di meno).
Un altro sistema è quello del braccio base “flottante” (ogni costruttore lo chiama diversamente) che, in determinate occasioni, fa abbassare il braccio principale per peso e quindi le pompe idrauliche concentrano la loro potenza sugli altri pistoni fornendo quindi più olio e più potenza solo ai pistoni “attivi”. I pistoni vengono dotati di ammortizzatori di fine-corsa per attutire i contraccolpi e scossoni generati dallo stelo quando raggiunge le due posizioni massime molto velocemente.
I motori idraulici di traslazione diventano sempre più compatti e rientrano nella sagoma del cingolo. Quindi poiché non sporgono più dal cingolo sono meno soggetti a rotture e più facili da manutenere. Molti costruttori permettono di configurare i carri cingolati a secondo delle esigenze. Sono disponibili suole di diverse larghezze a due o tre costole, oppure carreggiate più strette o carri in versione lunga. Questi sistemi permettono di rendere la macchina più stabile a seconda delle condizioni del suolo su cui lavoreranno. I pattini più larghi permettono di aumentare la superficie di appoggio e quindi di galleggiare meglio su terreni a bassa portanza. Il carro più largo e più lungo invece permette una migliore stabilità se si montano bracci lunghi. Vengono anche introdotti i guida-cingoli, rulli lubrificati a vita e disegni del telaio che migliorano l’eliminazione del terreno dal carro. Negli anni ’90 tutti i costruttori di escavatori cingolati, passano dal così detto telaio ad H a quello ad X. La struttura del telaio ad X permette di assorbire meglio le sollecitazione trasmesse dal suolo e dalla macchina al telaio, a vantaggio di durata nel tempo e vibrazioni. Gli escavatori più grandi vengono proposti con sottocarri a carreggiata variabile meccanica o idraulica; in questo modo il carro può essere ristretto durante il trasporto della macchina e allargato in cantiere per aumentare la stabilità.. Vengono introdotti anche le cosi dette versioni “pesanti”… ovvero i sottocarri sono assemblati utilizzando i componenti del modello più grande. Ad esempio il Caterpillar modello 215 utilizza i rulli e le ruote del suo superiore modello 225….. di solito le macchine pesanti hanno una denominazione contraddistintiva. Il 215 pesante diventava 219… il 225 pesante diventava 229 ecc ecc Poi ogni costruttori identifica le macchine a suo modo.
Anche i bracci diventano sempre più vari sia versatili, sia specialistici…..Dagli anni ’90 il braccio frontale, che fino ad allora veniva offerto su tutte le categorie di peso, viene relegato ai lavori di estrazione mineraria e quindi proposto solo su macchine dalle 45 ton in su. Vengono però offerti posizionatori di diversi tipi. Se montato posteriormente offre migliori prestazioni in lavori di scavo….. Se montato frontalmente migliorano le prestazioni di sollevamento. Di solito i produttori montano quello classico sulle macchine cingolate e quello frontale sui gommati. Ma alcuni produttori come Komatsu, propongo entrambe le soluzioni. Nascono anche nuovi tipi di bracci “specialistici” come quelli per la movimentazione di materiali sciolti, gli High Reach Demolition per la demolizione, i Long Reach per i lavori di finitura a lungo sbraccio, quelli per smarino in galleria ecc ecc…..
Sulla scia dei miniescavatori, la lama frontale, molto utile sia per stabilizzare la macchina che per le operazioni di reinterro e spianatura, viene offerta anche su tutti i gommati e sui cingolati fino a 150 ql. E quindi possibile allestire il sottocarro dei gommati secondo diversi schemi a seconda delle esigenze: solo lama, lama e stabilizzatori oppure solo stabilizzatori.
La John Deere presenta nel 1987 un escavatore gommato Remote Control su base 690C. Questa macchina aveva un sottocarro a tre assi (uno in più per muoversi velocemente anche su terreni fangosi) che sterzava su se stesso ed era sto ideato inizialmente per applicazioni militari come lo sminamento o per intervento in zone estremamente pericolose. Aveva un raggio di azione di un centinaio di metri. Purtroppo rimase un prototipo.
Nel 1997 a Dortmung la O&K presenta l’escavatore idraulico più grande al monto. L’Rh400 inizialmente pesava 830 ton (oggi ne pesa quasi 1000) e monta due motori da 16 cilindri che complessivamente sviluppano 4500HP ed una benna da 42.5 m³.
Oltre all’ Rh 400 la O&K produce in questi anni una intera gamma di escavatori idraulici da miniera tra i più apprezzati. Tra le tante caratteristiche di queste macchine quella forse più nota è l’utilizzo del “TRY-POWER Geometry System” sulle versioni a benna frontale.
Trattasi di un sistema brevettato di rinvii meccanici interposto tra braccio base, pistoni di sollevamento e pistoni benna che permette di avere un movimento del braccio molto veloce, preciso e che “stressa” di meno la macchina oltre a rendere il funzionamento più semplice e più produttivo.
Per quanto riguarda i giganteschi escavatori a corde la Bucyrus introduce nel 1980 un sistema di alimentazione AC (tipo i dumper) sulla 395B…. i vantaggi sono grossomodo gli stessi dei dumper ma applicati ad argani, verricelli ecc ecc. Anche i pochi altri costruttori rimasti passeranno dalle alimentazioni diesel o elettriche DC a quelle totalmente AC.
Viste le dimensioni e la difficoltà di trasporto dagli stabilimenti alle miniere, grazie anche al disegno computerizzato, queste macchine iniziano ad essere progettate in “moduli”…. Il vantaggio di questo tipo di progettazione è la possibilità di trasportare i vari pezzi ad assemblarli con più facilità direttamente nel cantiere finale.


A domani con il resto....
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  #55  
Vecchio 19-12-2010, 15.54.11
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grazieeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee eeeeeeeeeeeee
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  #56  
Vecchio 19-12-2010, 19.09.25
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Mini/Midi macchine

1 - Miniescavatori....
Vista la loro capillare diffusione a partire dagli ’80 meritano una trattazione a parte.
A fine 1979 la giapponese Yanmar presenta il primo miniescavatore con cingoli in gomma. Il vantaggio è la riduzione delle vibrazioni, dei rumori e dei danni provocati alle superfici su cui si muovevano i mini. Negli anni a venire diventeranno un standard e quelli in metallo un opzione. Sempre Yanmar presenta nel 1988 il B5 il primo miniescavatore giro-sagoma totale.....
Totale nel senso che richiudendo il braccio, la torretta della macchina rientrava perfettamente nell’ingombro dei cingoli su tutti i lati.
Nel 1993 invece presenta il primo giro-sagoma il Vio 50. Questa macchina era simile al B5 ma non poteva richiudere completamente il braccio. Quindi la macchina rientrava nella sagoma dei cingoli solo posteriormente. Ad entrambi il vantaggio era quello di poter lavorare in spazi molto stretti ma allo stesso tempo soffrivano di poca stabilità a causa dell’assenza del “sedere” posteriore che funge anche da contrappeso. Infatti fino a pochi anni fa i mini Giro-sagoma soffrivano ancora di pregiudizi ed erano poco considerati. Oggi invece grazie agli enormi progressi fatti hanno di gran lunga sostituito quelli tradizionali.
Una fusione tra questi due sistemi viene presentata da Takeuchi nel 2000 quando monta un particolare sistema di brandeggio alla base del braccio che permette di spostare l’asse del braccio e richiuderlo il caso di necessità.
Gli escavatori giro-sagoma influenzeranno negli anni anche i modelli più grandi ed oggi molti produttori propongono in gamma anche escavatori giro-sagoma oltre le 25 ton.
Non ricordo bene quando (ma siamo nell’ultimo decennio) la austriaca Neuson, presenta la gamma vario con sistema VDS (Vertical Digging System). Praticamente è stato interposto tra la ralla ed il sottocarro una sorta di snodo idraulico che permette di livellare la torretta del miniescavatore anche se sta lavorando in pendenza. Praticamente il carro è in pendenza ma la torretta lavora in piano..... Onestamente se ci sono dei reali vantaggi sulla stabilità non lo so perchè il baricentro della macchina è comunque soggetto a continui cambiamenti….. Infatti la stessa NEUSON lo propone solo su determinati modelli. A parte loro questo sistema viene usato solo sui grandi escavatori per deforestazione.
Dagli anni ’90 la gran parte dei produttori propone delle versioni a carreggiata variabile idraulica. Lo si stringe quando è necessario passare in spazi ristretti e viceversa lo si allarga per dare più stabilità al miniescavatore quando necessario.
Grazie alla vasta offerta di attrezzature e all'attacco rapido sono macchine talmente versatili da rappresentare uno standard in ogni cantiere. Parliamo di attrezzature quali martelli demolitori, benne di vario genere, pinze da demolizione e movimentazione, ripper, trivelle, pollici benna, trince e chi più ne più ne metta.


2 - Skid Steer Loader[B]
Il più grande svantaggio dei cosiddetti "Bobcat" era proprio il sistema di sterzo. Infatti su terreni fangosi, sabbia e altri terreni a bassa portanza, queste macchine affondano con grande facilità. I costruttori offrivano allora dei kit di “sovra-cingoli” da montare sulle ruote in caso di necessita ma questi aiutavano solo in parte. La soluzione la presenta la giapponese Takeuchi che nel 1986 sviluppa e commercializza il primo Skid Steer cingolato del peso di 1,6 tonnellate. Questa versione montava al posto delle classiche 4 ruote, due carri cingolati con ruota motrice rialzata (concetto simile ai dozer CAT), dotati di cingoli in gomma. Con questo sistema, non solo si distribuiva meglio il peso dello skid evitando l’affondamento, ma anche la trazione su terreni difficili e la stabilità. Nonostante tutto la vera diffusione di queste macchine inizierà solo dopo 15 anni e cioè dal 2000 in poi, quando tutti i produttori metteranno catalogo questo prodotto e le imprese utilizzatrici dopo un iniziale scetticismo si convinceranno dei vantaggi offerti dalla versione cingolata. Questi skid cingolati hanno letteralmente soppiantato le piccole pale cingolate che ormai, tranne per qualche piccolo produttore sul orlo del fallimento (senza fare nomi) non vengono più proposte sotto le 15 ton. Oltretutto negli ultimi 4 anni alcuni produttori permettono di montare anche il carro in acciaio (di solito si usa il cingolo in gomma come per i miniescavatori) permettendo di avere delle vere e proprie minipale cingolate oserei dire da combattimento!!! La Loegering (su skid Ghel Mustang) sviluppa un particolare carro cingolato per skid detto VTS. Questo non utilizza il classico sistema a ruota motrice rialzata bensì un disegno particolare che gli permette di oltrepassare ostacoli come gradini, massi ecc ecc con una certa facilità….. inoltre, essendo un vero è proprio KIT ha il vantaggio di poter essere montato al posto delle classiche ruote su qualsiasi minipala. In questo modo l’impresa può trasformare il suo skid da gommato a cingolato e viceversa, in un paio di ore. Altro sistema, però basato sul carro a ruota motrice rialzata, lo introduce la ASV (prima gruppo CAT ora Terex…) con il “carro a sospensione”. Questo sistema permette di ridurre notevolmente la pressione al suolo e le sospensioni garantiscono una guida più fluida su terreni accidentati. Lo svantaggio però consiste nell’usura eccessiva dovuta a ruote e rulli rivestiti in gomma che tra l’altro non sono protetti ma esposti e quindi soggetti al trattenimenti di pietre detriti ecc ecc. Di conseguenza le condizioni di utilizzo ideali sono limitate ai suoli non abrasivi, i prati, la sabbia, il fango ecc ecc… in presenza di pietre non dura nulla. Anche per questo la Caterpillar, che montava questo sistema sulle proprie minipale insieme alla stessa ASV, ha deciso non di eliminarlo ma di proporre le stesse macchine anche non il carro di impostazione normale per lavorare in condizioni gravose. Così l’utilizzatore ha la possibilità di scegliere la soluzione migliore alle proprie esigenze. Uno strumento interessante in termini di sicurezza lo propone proprio la Bobcat nel 1981 introducendo la Barra di sicurezza sul sedile. Praticamente in posizione sollevata le funzioni della macchina sono disabilitate e l’operatore può entrare ed uscire dalla pala (come sai sugli skid la portiera davanti) in tutta sicurezza anche con motore acceso. Una volta seduto l’operatore abbassa la barra abilitando le funzioni e può iniziare lavorare. La barra funge inoltre da “cintura di sicurezza e poggia braccia ed è ormai una caratteristica di tutti gli skid. Nel 1992 sempre Bobcat presenta il 7753 con braccio a sollevamento verticale. Per la sua conformazione il braccio degli Skid, sollevandosi, seguiva un disegno radiale che nelle operazioni con braccio sollevato si rivelava alquanto scomodo. Collegando il braccio alla macchina attraverso un particolare rinvio il braccio si sollevava non più radialmente ma perpendicolarmente al suolo mantenendo la benna sempre alla stessa distanza dalla macchina, inoltre si incrementa l’altezza di sollevamento. Con questo sistema diventa quindi più facile caricare camion, utilizzare le forche per movimentare pallet e svariate altre applicazioni. Poiché il braccio tradizionale si rivela comunque migliori nelle operazioni di scavo, le case offrono entrambe le soluzioni. Altra “invenzione” dei primi ‘90 è lo Skid con mono braccio. L’invenzione di questo sistema non si è mai capito se è attribuibile alla inglese JCB o alla italiana Macmoter che lo hanno presentato in contemporanea ed ognuna sostiene di esserne l’ideatrice (se qualcuno può chiarire ben venga...). Il vantaggio principale è sicuramente quello si avere un abitacolo più accessibile e sicuro grazie alla portiera laterale. Come sai nei “bobcat” si entra dalla portiera frontale che oltre ad essere scomoda è anche molto pericolosa. . Oggi ci sono moltissimi sistemi di sicurezza per evitare gli incidenti ma, come si dice, il pericolo è sempre in agguato. Anche per gli Skid il numero di attrezzature applicabili e le altrettante operazioni possibili diventano innumerevoli. Molti di questi accessori però richiedevano grandi portate di Olio ed elevate pressioni di esercizio così negli anni ’90 molti costruttori offrono le così dette versioni HF (High flow) che permettono di utilizzare attrezzature particolarmente esigenti come fresatrici, trivelle, cesoie ecc ecc.

3 - Midi Escavatori......
Nel 1984 la Mecalac (ricordi l’escavatore Pingon???) lancia l’escavatore gommato 11CX che annuncia definitivamente il concetto di macchina multi-funzione. La stessa macchina fungeva da escavatore, pala, elevatore a forche e porta-attrezzi a rotazione 360°. La macchina aveva un unico braccio diviso in tre sezioni ma con i pistoni posti anzi che all’esterno, all’interno dello stesso. Questo faceva si che il braccio poteva realizzare dei movimenti che i bracci tradizionali non potevano potendosi quindi adattare a lavori di scavi sia in rovescio che in frontale, sollevamento parallelo con forche ed a tutti i lavori di urbanizzazione. Torretta e braccio erano a sua volta posti su un telaio articolato e snodato con lo svantaggio che se non si sta attenti ruotando la torretta si rischia di colpire il cofano motore con la benna. Per questo è una macchina che richiede operatori attenti , esperti ed intelligenti altrimenti il costo elevato della macchina non si ripaga facilmente.
Il concetto verrà ancora migliorato a metà anni ’90 e nel 2003 con l’introduzione della serie 714.
Quelli della serie 714 sono definiti come “escavatori polivalenti”…. Hanno la stessa impostazione strutturale dei “midi-escavatori" tradizionali con però il braccio con il sistema multi-funzione Mecalac che permette appunto di utilizzare l’escavatore anche come pala, sollevatore, gru ecc ecc…. La cosa figa è che basta selezionare un pulsante per cambiare istantaneamente la gestione dei comandi e passare (ad esempio) dai comandi per escavatore a quelli per pala, utilizzando sempre gli stessi Joystick.
Ti consiglio di visitare il sito mecalac.com o la loro pagina Youtube per meglio capire le potenzialità di queste macchine.


Domani continuiamo
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  #57  
Vecchio 21-12-2010, 16.43.44
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salvato il tuttp...rigrazie...se ho dubbi mentre scrivo ti chiedo come sempre ^_^
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Vecchio 22-12-2010, 18.01.38
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Predefinito Terne, Pale Cingolate, Pale gommate

Terne …………..

Negli anni 80 e decenni successivi anche le terne continuano la loro evoluzione e si dividono in due categorie principali: rigide 2WD o 4WD (WD = ruote sterzanti), oppure articolate. Le prime, come già detto, sono quelle basate sull’evoluzione del trattore agricolo ma la versione 4WD, di solito presenza l’impostazione iso-diametrica, cioè hanno quattro ruote uguali. Le versioni articolate invece sono basate sull’evoluzione della pala gommata hanno quindi una impostazione molto simile a quest’ ultima, con la differenza che al posto del cofano posteriore c’è il retro-escavatore ed il motore viene spostato sotto la cabina. Per motivi costruttivi e quindi a causa della mancanza di spazio, quelle articolate quasi sempre hanno trasmissione idrostatica. Questa trasmissione si rivelerà vantaggiosa anche per altri motivi legati alla versatilità della macchina ed al montaggio di attrezzature. A sviluppare questo tipo di macchine saranno principalmente aziende tedesche ed italiane (Schaeff, Kramer, Venieri, Palazzani, Benati…. ). La prima a sviluppare a pieno questo concetto di macchina è probabilmente la italiana Venieri che nel 1986 introduce la terna 5.23. Terna articolata idrostatica a caricatore frontale con cinematismo a Z; con tutti i vantaggi delle singole caratteristiche descritte fino ad ora. Oggi insieme a pochissimi altri è la specialista di questo tipo di macchine (terne idrostatiche 4WD e articolate) e forse la più nota. Nel 1884 la Massey Ferguson introduce sulle terne 50.HX la trasmissione Power Shuttle, una trasmissione che attraverso un comando, permette all'operatore di cambiare direzione e selezionare le marce senza utilizzare la frizione. A vantaggio di costi di manutenzione (minore usura della frizione) e velocità di lavoro. Dispositivo che verrà man mano adottato dai vari produttori ed offerto in alternativa alla tradizionale trasmissione Power Shift. La CASE perfeziona negli anni ’80 il suo bilanciere telescopico “ExtendAHoe” che aveva già brevettato negli anni '70. Il retro-escavatore aveva la possibilità di estendersi grazie ad un pistone posto al suo interno e quindi di raggiungere raggi di lavoro più ampi. Sempre brevetto CASE degli anni ’70 è il retro-escavatore traslabile lateralmente con stabilizzatori paralleli… il vantaggio era quello di poter disassare il braccio a vantaggio del raggio d’azione e della possibilità di lavorare a filo-muro. I primi retro-escavatori infatti avevano il braccio incernierato al centro e gli stabilizzatori che si abbassavano lateralmente, come sui gommati. Oggi a seconda dei mercati di vendita i produttori offrono entrambe le soluzioni. (mi ero scordato di citarteli… perdonami). La Caterpillar introduce nel 1989 per prima, sul modello 446, il retro-escavatore con braccio base “tipo” escavatore e quindi con disegno a "Boomerang"….. Questo braccio consente di avere maggiori sbracci e maggiori forze di scavo anche oltre eventuali ostacoli. Questo sistema, tranne che dai pionieri JCB e CASE, verrà ampiamente copiato dai più importanti produttori dal 2000 in poi. Nascono negli anni 90 vari concetti di “Miniterna” ma solo due avranno successo. Uno è sempre per mano di Venieri che presenta la 1.33 una miniterna rigida idrostatica 4WD, che misura 3,5 metri di lunghezza per 1,5 di larghezza ed ha un raggio di sterzata di soli 2,7 metri. Oltre alle ridotte dimensioni, presenta cinematismo a Z e può montare praticamente tutti le attrezzature disponibili già per Skid e Miniescavatori. Molto simile per dimensioni, prestazioni e versatilità è la JCB 1CX che si differenzia dalla Venieri par la trasmissione tipo Skid Steer. Infatti la 1CX si guida proprio come un Bobcat con tutti i vantaggi (manovra) e svantaggi (usura pneumatici) del caso. Rispetto alla Venieri non ha cinematismo a Z.

pale cingolate…..

Caterpillar presenta nel 1980 la 943 e la 953 riprendendo il concetto del motore posteriore ma non solo. Oltre a questo la trasmissione è idrostatica e disegna il braccio della pala come quello delle sorelle gommate con tanto di cinematismo a Z. La cabina inoltre era molto spaziosa e confortevole per il periodo. Le pale cingolate diventano così più stabili e leggere ed allo stesso tempi più performanti. Entro pochi anni Caterpillar sarà seguita (intelligentemente) lungo questa solo da Liebherr e come già ti anticipai oggi rappresentano le uniche due realtà ad offrire questo prodotto. Anche altri costruttori aprirono durante gli ‘80 a questo nuovo concetto di pale cingolate (Komatsu, Jonh deere, Fiatallis) ma rinunciarono prima ancora di ricevere dei significativi riscontri, a causa della contrazione del mercato. A distanza di 20 anni, oltre a miglioramenti della componentistica e dell’estetica, l’unica evoluzione degna di nota è l’eliminazione (su richiesta) dei comandi con pedali di sterzo in cambio di comandi servo assistiti. Oggi sia le Liebherr che le Cat si guidano esclusivamente con l’utilizzo di due Joystick ed in opzione per gli affezionati è disponibile il vecchio sistema.....


pale gommate…..

Adottata una struttura ed una concezione comune per tutti ogni produttore si orienta verso soluzioni "personalizzate" delle funzioni. Ognuno adotta la trasmissione che preferisce..... chi Power-Shift, chi PowerShuttle, chi idrostatica, chi elettrica..... chi le offre tutte a seconda della macchina....[/B]Le dimensioni delle pale gommate erano diventate imponenti già negli anni ’70 quando la Clark-Michigan aveva presentato la 675 una pala gommata con benna da 18,5 mc, peso di 176 tonnellate e due motori per un totale di 1270 HP. (cavolo mi sono scordato anche della 675). Ma la disponibilità di pneumatici idonei ha rallentato la diffusione di pale così grandi fino agli anni ‘90. In questo decennio grazie ai nuovi pneumatici disponibili, nascono infatti le pale gommate più grandi ancora oggi in produzione come la CAT 994D da 1250 HP e 18 m3 di capacità presentata nel 1998, la Komatsu WA1200 da 1562 HP ed in assoluto la più grande mai costruita la Letourneau L-2350 da 263 ton ed una potenza 2300 HP presentata nel 2000. Quando le pale gommate sopra le 50 ton vengono impiegate in contesti particolarmente difficili come le grandi cave e le acciaierie, i pneumatici delle pale vengono rivestiti con delle speciali catene protettive che ne limitano l’usura ed il danneggiamento. All'inizio degli anni 80 la Volvo BM presenta l’Automatic Power Shift (APS) sulle sue pale serie 4000. Per farti capire come funziona cito un depliant Volvo. “Questo sistema di cambio automatico seleziona sempre la corretta marcia è il puntodi partenza per cicli di lavoro veloci ed efficienti. Il sistema dipende dalla velocità della macchina e dal regime del motore. Tutto quello che l’operatore deve fare è selezionare la marcia avanti o la retromarcia. Successivamente l’APS si adatta allo stile di azionamento dell’operatore facendo risparmiare carburante e selezionando sempre la corretta marcia.” Negli anni ’80 gran parte dei produttori passa al famoso cinematismo a Z. Il sistema parallelo, però non aveva solo svantaggi dalla sua e si dimostrava molto efficiente in tutte quelle operazioni che andavano oltre il puro scavo. Sempre la Volvo che proveniva dal sistema parallelo dei bracci, presenta nel 1991 il cinematismo TP-Linkage che ancora oggi è una esclusiva Volvo. Sempre da un depliant: “Il cinematismo TP-Linkage abbina l’elevata forza di strappo ad un eccellente movimento parallelo per l’intero arco di sollevamento. Ciò è proprio quello di cui ha bisogno una macchina polivalente. Il sistema è di facile uso e consente all’operatore il controllo totale su carichi pesanti in tutte le singole fasi dal carico allo scarico”. In poche parole il disegno di questo braccio coniuga le proprietà sia del sistema parallelo con quelle del cinematismo a Z. Infatti le pale Volvo senza modifiche di sorta, sono ideali sia per il puro movimento terra sia come “porta-attrezzi”. Vista l’esclusiva del Tp-Linkage gli altri costruttori hanno ovviato offrendo in gamma sia pale con cinematismo a Z, sia con cinematismo parallelo, queste ultime offerte appunto come porta-attrezzi. Come gli escavatori, anche le pale gommate possono essere equipaggiate con diversi tipi di braccio. Ad esempio le versione braccio lungo (per caricare camion con sponde più alte o dumper di portata superiore…) e bracci per movimentazione rifiuti e materiali leggeri; questi associati alle più svariate attrezzature (benne di vario tipo, forche, denti, pinze per tronchi ecc ecc…) rendono queste macchine sempre più versatili. Sempre in tema di pale gommate, negli anni ’80 Caterpillar presenta un sistema si sostituzione dei taglienti delle benne brevettato che permette di allungare la vita utile della benna stessa. Negli anni ’90 invece sempre Caterpillar brevetta un sistema di controllo elettronico di Motore e trasmissione che serve a coordinare questi due componenti. I vantaggi erano un migliore confort di guida per l’operatore e maggiore durata dei componenti. Introduce inoltre per la prima volta nel 1994, al posto di sterzo e leva cambio, i comandi con Joystick su una pala gommata, la 988F. Praticamente il Joystick sinistro controlla l’avanzamento, lo sterzo ed il cambio delle marce; quello destro comanda braccio e benna. Questo tipo di comandi verrà proposto da molti costruttori sui rispettivi modelli più grandi. Nel 1997 sempre Caterpillar introduce la 992G. Questa pala aveva un singolare braccio monoblocco (un unico pezzo scatolare simile a quello degli escavatori) che a detta della casa trasmetteva una forza 3 volte superiore a quella del precedente modello. Negli anni successivi questo braccio viene proposto solo su due macchine “pesanti” 992G-K e 998G-H e su tutte le più “leggere”. Dopo 13 anni, non si è ben capito se i vantaggi sono reali. Sicuramente ha due grossi svantaggi. Uno dovuto alla macchina che è più lunga delle tradizionali e quindi più ingombrante; due il cinematismo anteriore che è più simile ad un cinematismo parallelo che ad uno a Z, e molto ingombrante e toglie visibilità anteriore. Ovviamente è un sistema che costa molto più di uno tradizionale. A parte su due dei modelli più grandi (988H e 992K..), Cat ha eliminato questo sistema sulle macchine più piccole. Ancora utilizzata da molti produttori, viene abbandonata quasi definitivamente - perchè la Dressta, nata dalle ceneri di International e Dresser, lo utilizza ancora oggi- l’impostazione con la cabina montata sullo snodo anteriore. Questo sistema aveva il vantaggio di avere sempre la benna frontale al posto guida qualsiasi fosse l’angolo di sterzo (per una visuale migliore sulla benna) ma, allo stesso tempo, di sottoporre la cabina e quindi l’operatore a notevoli scosse, nonché a limitare la visibilità in retromarcia con la macchina sottosterzo.

In attesa di completare con cenni su Dumper, dozer e grader ti saluto.....
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Grazie...
Uffi...in questi giorni sono andata avanti poco...mi interompono sempre!!!...
Devo finire entro l'epifania!!!SIGH

Citazione:
come sai sugli skid la portiera davanti)
Ma si sale e si scende da davanti?

Ultima modifica di Tata84 : 23-12-2010 alle ore 17.31.36
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Vecchio 23-12-2010, 18.06.39
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Come vedi da questa immagine l'unico accesso possibile è sul davanti.... In questa foto puoi anche notare anche la barra di sicurezza in orizzontale davanti al sedile. Il vetro posteriore funge da uscita di sicurezza (ovviamente se sei un pò sovrappeso da li non esci...). I nuovi modelli offrono su richiesta la portiera anteriore, riscaldamento ecc ecc..... Sui modelli più vecchi l'operatore era sempre soggetto a vento, freddo, caldo, pioggia, polvere....


Questa è invece la soluzione proposta dalla JCB....


Per curiosità ho trovato questa foto del primo Bobcat degli anni 60'... come vedi di progressi ne sono stati fatti. Vantaggio? entravi da che parte volevi....

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