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Adempimenti Fiscali & Contributivi in Agricoltura
In questa area del forum sono presenti discussioni in materia di IVA, ICI, contribuzione previdenziale, relativamente al settore agricolo. Se non riesci a trovare l’argomento specifico e/o non sai dove inserire il tuo messaggio, utilizza la sezione Altre Richieste e/o Informazioni e lo Staff ti indicherà la discussione che fa per te.
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  #1  
Vecchio 17-09-2008, 15.29.28
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Predefinito Nuovo Agricoltore ... ma quanto mi costa?

Eccomi nuovamente qui a chieder il vostro aiuto!

Tempo fa cercavo info per metter su un azienda che coltivi e trasformi piante officinali, ora ho risolto il problema piu' grosso ovvero chi se le compera, il parole povere ho trovato i clienti cui vendere i prodotti.

Adesso sto cercando di metter giu' un piano economico, chi mi puo' dare una mano per sapere quali sono i costi da sostenere per poter partire? non tanto i costi per acquistare mezzi, attrezzature ,materie prime, piante etc ...
vorrei capire come funziona le varie tasse gabelle etc

Grazie ancora
Nut
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  #2  
Vecchio 17-09-2008, 17.50.40
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mi inserisco in questa discussione, anche perchè in questi ultimi tempi anche a me son venuti parecchi dubbi. dovendo partecipare al bando primo insediamento promosso dalla mia regione, abbastanza soddisfatto dal bando, soprattutto perchè ho seriamente volgia di inziare una attività, mi sono scontrato con il commento di un mio amico che mi ha detto "si ma che ti pare, poi negli anni avvenire ti arrivano da pagare un sacco di tasse, circa 30.000 euro di tasse, sono cose da non prendere alla leggera". dato che questa uscita mi ha turbato e non poco (dove li vado a prendere io 30.000 euro, dato che studio),volevo cabire se era solo una affermazione buttala lì alla carlona per farmi paura o se realmente è questa la situazione. ringrazio coloro che sapranno fare luce.
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  #3  
Vecchio 17-09-2008, 19.48.23
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volevo cabire se era solo una affermazione buttala lì alla carlona per farmi paura o se realmente è questa la situazione. ringrazio coloro che sapranno fare luce.
....... opto per la prima ipotesi!!!
Anche se non è il mio settore, cerco di darti una risposta (ovviamente banale!): dipende dal regime fiscale.... e dal fatturato!
Adesso aspettiamo l'intervento di qualcuno "qualificato"....
Saluti
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  #4  
Vecchio 18-09-2008, 17.15.35
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mi inserisco in questa discussione, anche perchè in questi ultimi tempi anche a me son venuti parecchi dubbi. dovendo partecipare al bando primo insediamento promosso dalla mia regione, abbastanza soddisfatto dal bando, soprattutto perchè ho seriamente volgia di inziare una attività, mi sono scontrato con il commento di un mio amico che mi ha detto "si ma che ti pare, poi negli anni avvenire ti arrivano da pagare un sacco di tasse, circa 30.000 euro di tasse, sono cose da non prendere alla leggera". dato che questa uscita mi ha turbato e non poco (dove li vado a prendere io 30.000 euro, dato che studio),volevo cabire se era solo una affermazione buttala lì alla carlona per farmi paura o se realmente è questa la situazione. ringrazio coloro che sapranno fare luce.
Devi dichiarare minimo 16000 euro/anno di fatturato
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  #5  
Vecchio 18-09-2008, 17.37.38
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Chi puo' aiutarmi/ci magari mettendo giu' un semplice schemino con le varie voci così da poter fare dei conti.
I 16.000 euro poi in che percentuale vengono tassati? c'e' una tassazione fissa?
Quanto pago di inps? Camera di commercio? etc etc

NUT
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  #6  
Vecchio 21-09-2008, 12.54.30
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credo che: degli ipotetici 16.000€ che fatturi pagherai l'iva a seconda del regime che scegli, se quello normale alcune cose le fatturi al 4% altre al 10%, se scegli un regime forfettario (consigliato se non devi scaricare iva di acquisto macchinari attrezzature ecc.)mi pare che venga calcolatla metà di dell'iva e che ci sia una compensazione del 4%, ossia fatturi 16.000€ al 4%, hai una compensazione del 4% e vai a versare zero, fatturi al 10% hai una compesazione del 4% e vai a versare il 6%

credo che: i contributi inps si aggirano intorno ai 2600€ all'anno in quattro rate, luglio settembre novembre gennaio non so se siano uguali o cambiano da regione a regione

credo che: avrai bisogno di un patronato/sindacato (o simile) che dovrà seguirti la seppur minima contabilità, dichiarazione dei redditi, pagamenti vari, tipo camera di comercio, e saranno 3/400€ all'anno(tessera inclusa)

son sicuro che: 25/30.000€ sono una bella cifra se non li devi rendere, fanno gola a tutti, se si ha realmente intenzione di creare un'attività e di farla rendere saranno sicuro un bell'aiuto, ma se il fine è creare un'attività solo per prendere quei sodini non è consigliabile, c'è li rimetti in pochi anni,

dovresti: prima cosa capire se vuoi realmente creare un'attività agricola, se puoi sopravvire e vivere con ciò che stai creando (per sopravivere intendo tenerla in piedi con tutti i costi annessi e conessi) (per vivere intendo che dovrai campare anche tu e se ne hai , la tua famiglia) se la risposta è si, chiedi il premio, se non sei convinto lascilo stare. ...............anche se chiederlo non è matematico che ti venga concesso
__________________
Franziscu
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  #7  
Vecchio 22-09-2008, 00.42.03
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Diciamo che è molto più facile per chi ha già delle aziende riuscire a sfruttare i bandi, inserendo qualche familiare, che per chi realmente vorrebbe iniziare ex-novo a costituire una azienda agricola.
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  #8  
Vecchio 22-09-2008, 11.15.23
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Buondì!Mi inserisco nella discussione e provo a dare un contributo!

Le tasse,imposte o contributi che siano si pagano più o meno in ogni settore dell'economia, ma in agricoltura vi sono ovviamente particolarità di cui tener conto.
Innanzitutto sia i 25-30 mila di tasse sparati dall'amico di Giuba che i 16mila euro di fatturato minimo indicato da Brentford sono cifre che, con rispetto parlando, non mi risultano affatto!

L'agricoltore (e qui parliamo di IRPEF, imposta sul reddito delle persone fisiche) gode di un trattamento particolare in quanto non viene tassata la differenza fra ricavi e costi, bensì il reddito catastale (domenicale ed agrario) risultante da tutti i terreni posseduti (in proprietà ed in affitto).
Tale reddito dunque è molto molto basso, così basso che quasi sempre bastano le principali deduzioni e detrazioni (contributi INPS, familiari a carico...) per rientrare nel minimo non tassabile.

Altra imposta è l'IRAP, imposta regionale sulle attività produttive, che viene applicata questa volta sì sulla differenza fra ricavi e costi, ma la percentuale di tassazione è dell'1,9% (anche se alcune regioni prevedono altra percentuale) quindi molto bassa ed inoltre vi è una "zona franca" di 8000 euro, cioè fino ad 8000 euro di "utili" non vi è tassazione.

Veniamo poi all'ICI, imposta comunale sugli immobili; anche qui per l'agricoltore vero e proprio (quindi in regola con i contributi previdenziali INPS, in poche parole coltivatore diretto o IAP) trattamento di favore, in quanto non si paga ICI, o meglio vi sono determinati scaglioni di reddito (qui si considera solo il reddito domenicale dei terreni, in quanto espressione della proprietà del terreno) che prevedono l'applicazione ridotta dell'imposta decisa dal Comune. In parole povere,rispetto alla tassazione piena, fino a X reddito non si paga, fino a X+1 si paga il 25%, fino a X+2 il 50% ecc. ecc...(le percentuali sono messe a caso solo per far capire il meccanismo).

Veniamo poi all'IVA, l'imposta sul valore aggiunto: essa è un'imposta calcolata sul valore reale del bene, applicando determinate percentuali dette aliquote. Le aliquote applicate in agricoltura sono del 4%, del 10% e del 20%.
Il Dpr 633/72 istitutivo di tale imposta, fissa quali siano le aliquote da applicare ai vari beni. Ad esempio l'aliquota più bassa si applica a tutti i generi alimentari, il 10% si applica ai fitofarmaci, il 20% alle materie di consumo ecc. ecc.
Quindi se un bene vale 10, questo rappresenta la base imponibile su cui applicare la relativa aliquota.
Senza entrare troppo nei dettagli, l'IVA è un costo solo per il consumatore finale, in quanto non può esercitare il diritto di rivalsa (cioè scaricare l'IVA).
L'agricoltore, se in regime ordinario (cioè si calcola l'IVA come differenza fra l'IVA sulle fatture di acquisto e l'IVA sulle fatture di vendita), quando acquista ad esempio un trattore, paga cash 30mila+iva 20%=36 mila euro.
I 6000 euro però si tramutano in un credito che l'agricoltore ha nei confronti dello Stato.Se al 31/12/2008 il totale dell'IVA sulle fatture di acquisto è superiore all'IVA sulle fatture di vendita, potrà chiederne il rimborso oppure utilizzarlo per compensare altre debiti verso Stato o altri enti (quindi IRAP,IRPEF,ICI ecc.), a partire dall'1/1/2009.

Poi vi sono i contributi previdenziali da versare all'INPS annualmente, in quattro rate. L'importo varia in base al reddito agrario dei terreni, all'età del soggetto (favoriti gli under 21 e gli over 65) ed alla zona svantaggiata o meno di ubicazione dell'azienda. Per un'azienda di medie dimensioni (50 ha) tale contributo si aggira sui 2500/3000 euro annui a soggetto.

Infine altri costi, Camera di Commercio (88 euro annui per dittà individuale), tenuta contabilità, domanda pac e altri contributi ecc..

Non so se sono stato chiaro, non è una materia facile da trattare, alcuni argomenti si possono approfondire, vi sono variabili e varianti....cercherò di integrare strada facendo.

saluti
gabriele
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  #9  
Vecchio 22-09-2008, 18.35.48
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Molte grazie a tutti, ora il problema e' solo che io un ci capisco nulla ;-)
Supponiamo d'aver 25 ettari in montagna e di avere gia' un contratto che mi garantisca 50.000 eurini l'anno per l'acquisto del prodotto che ne risulta?
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  #10  
Vecchio 22-09-2008, 19.28.02
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avrei bisogno di consoscere meglio la questione che riguarda i contributi previdenziali. per una azienda di meno 5 ettari, essi quanto incidono? vanno pagati anche se a prestare manodopera nell'azienda è il solo imprenditore, con aiuto ovviamente dei suoi familiari?
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  #11  
Vecchio 23-09-2008, 10.56.51
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Innanzitutto sia i 25-30 mila di tasse sparati dall'amico di Giuba che i 16mila euro di fatturato minimo indicato da Brentford sono cifre che, con rispetto parlando, non mi risultano affatto!
Se ottieni il contributo per l'insediamento, devi dichiarare 16000 euro minimo per cinque anni
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  #12  
Vecchio 23-09-2008, 13.52.09
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avrei bisogno di consoscere meglio la questione che riguarda i contributi previdenziali. per una azienda di meno 5 ettari, essi quanto incidono? vanno pagati anche se a prestare manodopera nell'azienda è il solo imprenditore, con aiuto ovviamente dei suoi familiari?
Innanzitutto dipende cosa coltivi. Con 5 ettari a seminativo, ad esempio, non ti puoi iscrivere all'Inps in quanto non raggiungi il minimo di giornate lavorative (104) stabilite tramite una determinata tabella. Ad esempio 1ha di mais "assegna" 11 giornate lavorative, quindi per iscriverti devi avere almeno 9 ha (vi è una tolleranza, se arrivi a 99gg vieni iscritto ugualmente).

l'imprenditore li deve pagare per avere un domani una pensione e anche perchè all'interno dei contributi pagati come coltivatore diretto vi è una quota destinata all'Inail e che quindi funge da assicurazione. Possono essere iscritti anche i familiari, come coadiuvanti, pagando ovviamente un ulteriore posizione (o più posizioni, a seconda di quanti familiari iscritti).
I familiari (fino ad un certo ordine e grado) comunque possono prestare, saltuariamente, aiuto nell'azienda, senza alcun tipo di iscrizione.

qui trovi spiegazioni:
http://www.inps.it/home/default.asp?...u=1&iNodo=4731

per quanto riguarda i 16000 euro citati da Brentford, passo la parola al moderatore di questa sezione in quanto mi occupo di questioni contabili/fiscali. Comunque da quel che so vi sono 36 mesi di tempo per raggiungere i requisiti, dal momento del primo insediamento. Questo vale anche per la reddività se non erro.

saluti
gabriele
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  #13  
Vecchio 23-09-2008, 17.28.25
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Se ottieni il contributo per l'insediamento, devi dichiarare 16000 euro minimo per cinque anni
... gradirei visionare la normativa! Grazie.
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per quanto riguarda i 16000 euro citati da Brentford, passo la parola al moderatore di questa sezione in quanto mi occupo di questioni contabili/fiscali. Comunque da quel che so vi sono 36 mesi di tempo per raggiungere i requisiti, dal momento del primo insediamento. Questo vale anche per la reddività se non erro.
Premessa: mi limito a parlare di ciò che conosco... e con cui ho esperienza. Quindi niente incomprensioni/polemiche.
1) ha ragione Gabriele: dal Decreto Ispettoriale ci sono 36 mesi di tempo per raggiungere i requisiti (redditività compresa)......(O.T.: la reddività non so cosa sia........).
2) Regione Sicilia: per la redditività dell'azienda, viene utilizzato un parametro. Tale parametro si chiama U.D.E. (alias Unità di Dimensione Economica). Secondo la vecchia programmazione (cioè il P.O.R. Sicilia 2000-2007) il "giovane insediato" doveva raggiungere le 8 U.D.E. Stop!... il fatturato.... è un'altra cosa!
Saluti

P.S.
pur volendo ragionare in termini di U.D.E., 1 U.D.E. equivale a € 1.200..... quindi 8 U.D.E. sarebbero (comunque!) € 9.600!!!.... che sia chiaro!... parlo sempre e solo del "mio modo" (che ancor prima di essere un Regione a statuto autonomo........ è un isola! )
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  #14  
Vecchio 23-09-2008, 18.00.53
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che dire "sicilia.....sicilia....unica terra mia"

da quanto capito sopra, se io non volessi, per mie personali considerazioni, potrei anche non versare nessun contributo, non avrei diritto a nessuna pensione, ma dato che ho 22 anni forse per i primi anni sarebbe utile non avare scadenze. la mia vuole essere una pura forzatura per capire il sistema.
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  #15  
Vecchio 23-09-2008, 21.25.22
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si io ho aperto la partita iva in reggime speciale per tre anni
nn ho l'obligo di fatturare, nn tengo i registri iva, prendo il carburante e dichiaro circa 3000 euri nn verso i contributi! nn pago tasse
devi considerare 88 €/anno camera di commercio, 70 €/anno per presentare l'unico, e se ti fai tenere la contabilità, dipende dal commercialista
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  #16  
Vecchio 23-09-2008, 23.58.36
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da quanto capito sopra, se io non volessi, per mie personali considerazioni, potrei anche non versare nessun contributo, non avrei diritto a nessuna pensione, ma dato che ho 22 anni forse per i primi anni sarebbe utile non avare scadenze. la mia vuole essere una pura forzatura per capire il sistema.
Occhio!!!....
1) apertura P.IVA
2) iscrizione C.C.I.A.A.
3) iscrizione INPS (quindi devi versare i contributi previdenziali.... compreso INAIL)

N.B.
se non effettui l'iscrizione all'INPS:
punto I) decadi dal beneficio (mi riferisco al Decreto Ispettoriale)
punto II) prima o poi sarai iscritto "d'ufficio" (periodicamente, C.C.I.A.A. & INPS effettuano un controllo incrociato dei rispettivi database! ).
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  #17  
Vecchio 24-09-2008, 13.18.47
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Innanzitutto dipende cosa coltivi. Con 5 ettari a seminativo, ad esempio, non ti puoi iscrivere all'Inps in quanto non raggiungi il minimo di giornate lavorative (104) stabilite tramite una determinata tabella. Ad esempio 1ha di mais "assegna" 11 giornate lavorative, quindi per iscriverti devi avere almeno 9 ha (vi è una tolleranza, se arrivi a 99gg vieni iscritto ugualmente).

l'imprenditore li deve pagare per avere un domani una pensione e anche perchè all'interno dei contributi pagati come coltivatore diretto vi è una quota destinata all'Inail e che quindi funge da assicurazione. Possono essere iscritti anche i familiari, come coadiuvanti, pagando ovviamente un ulteriore posizione (o più posizioni, a seconda di quanti familiari iscritti).
I familiari (fino ad un certo ordine e grado) comunque possono prestare, saltuariamente, aiuto nell'azienda, senza alcun tipo di iscrizione.

qui trovi spiegazioni:
http://www.inps.it/home/default.asp?...u=1&iNodo=4731

per quanto riguarda i 16000 euro citati da Brentford, passo la parola al moderatore di questa sezione in quanto mi occupo di questioni contabili/fiscali. Comunque da quel che so vi sono 36 mesi di tempo per raggiungere i requisiti, dal momento del primo insediamento. Questo vale anche per la reddività se non erro.

saluti
gabriele
Io sono in Piemonte e tra le "conseguenze" dell'ottenimento del premio di insediamento c'era proprio questa (16000 euro fatturati), tant'e' che il mio vicino si era informato per la moglie e ha deciso di soprassedere.
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  #18  
Vecchio 24-09-2008, 17.03.55
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penso che affinchè sia utile tale discussione, un po a tutti, sia bene svincolarla dalle singole programmazioni regionali, concentrandosi sugli aspetti comuni alle programmazioni.

altre piccole informazioni, dato che la nostra amatissima regione predispone che la contabilità seppur in maniera semplificata debba essere tenuta dall'insediato,ciò come si traduce in termini reali nella gestione contabile invirtù dei vari sistemi iva.
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  #19  
Vecchio 24-09-2008, 17.16.49
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....la contabilità seppur in maniera semplificata debba essere tenuta dall'insediato,ciò come si traduce in termini reali nella gestione contabile invirtù dei vari sistemi iva.
Il consulente fiscale è indispensabile (secondo me)... è l'unica figura capace di seguire/aggiornare la ditta sui vari adempimenti.
Relativamente alla contabilità semplificata...."sulla carta" è così!.... sotto l'aspetto pratico, invece, quasi nessuno se ne occupa anche e soprattutto per il bilancio che annualmente deve essere vidimato dalla S.O.A.T. di competenza... (non capisco come sia possibile ma si va facilmente in confusione).... e mi riferisco sia alle ditte che ai consulenti! ...
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  #20  
Vecchio 29-09-2009, 16.40.43
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Salve,ho la possibilità di sfruttare un terreno di 5000 mq che mi lascia in comodato d'uso una persona residente all'estero.con annessa proprietà composta da due case,stalla e pollaio.All'inizio vorrei coltivarci colture per fabbisogno personale e in parte rivenderle direttamente dal campo e con il giro di conoscenze che ho.Solo che non ho capito bene a quali adempimenti fiscali e pensionistici andrei incontro.L'unica cosa che ho capito è che se divento coltivatore diretto devo pagare irpef,irap,etc.Attualmente ho una ditta individuale di rivendita pellet per riscaldamento.
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  #21  
Vecchio 23-10-2009, 13.17.59
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Salve,ho la possibilità di sfruttare un terreno di 5000 mq che mi lascia in comodato d'uso una persona residente all'estero.con annessa proprietà composta da due case,stalla e pollaio.All'inizio vorrei coltivarci colture per fabbisogno personale e in parte rivenderle direttamente dal campo e con il giro di conoscenze che ho.Solo che non ho capito bene a quali adempimenti fiscali e pensionistici andrei incontro.L'unica cosa che ho capito è che se divento coltivatore diretto devo pagare irpef,irap,etc.Attualmente ho una ditta individuale di rivendita pellet per riscaldamento.
Salve e benvenuto Plaino di Pagnacco!
Ho visto che hai postato richiesta simile (anche si "di là" parli anche di cooperativa agricola) in altra discussione. Rispondo a questa nel frattempo (e in in ritardo).
Mantenendo la tua attuale posizione lavorativa (ritengo tu sia inquadrato come commerciante), e volendo intraprendere una piccola (inizialmente) attività agricola, il primo adempimento è quello di aggiungere un'attività secondaria alla tua P.IVA. Cioè recarti presso il tuo commercialista (o chi per lui) o anche di persona presso l'Agenzia delle Entrate di Udine ed effettuare tale variazione mediante mod. AA9/9 (successivamente possiamo vedere cosa comporti fiscalmente e contabilmente tutto questo).
Avendo già una tua posizione previdenziale, non ti iscriverai come coltivatore diretto (a meno che un domani, non diventi prevalente, per volume d'affari e tempo dedicato) l'attività agricola.
Trascurabili gli aspetti IRPEF, in quanto adotteresti la tassazione catastale. Nel tuo caso, ottenendo in comodato d'uso il terreno, dichiareresti solo il reddito agrario espresso dal terreno (basta una visura catastale per renderti conto a quanto ammonti).
Idem per gli aspetti IRAP, imposta data dalla differenza fra corrispettivi e acquisti destinati alla produzione. Se consideri che è prevista una fascia non tassata pari a 7350 euro di "utili", l'inizio può essere particolarmente tranquillo. Per conoscenza, l'aliquota IRAP in vigore in agricoltura è pari all'1,9%.
Inoltre ritengo si possa configurare la cosiddetta vendita diretta, qui puoi trovare info a riguardo.
Questa una panoramica veloce, poi possiamo approfondire i singoli punti.

saluti

Gabriele
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  #22  
Vecchio 11-11-2010, 17.13.55
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salve atutti
dunque per iscrivermi come nuovo coltivatore devo kiedere partita iva,iscrizione inps, e per le giornate lavorative come le indico?
dopo questa prassi, come avvengono i controlli?
ciao
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  #23  
Vecchio 12-09-2011, 22.03.35
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Question Pensionato e iscrizione all'INPS

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l'imprenditore li deve pagare per avere un domani una pensione e anche perchè all'interno dei contributi pagati come coltivatore diretto vi è una quota destinata all'Inail e che quindi funge da assicurazione. Possono essere iscritti anche i familiari, come coadiuvanti, pagando ovviamente un ulteriore posizione (o più posizioni, a seconda di quanti familiari iscritti).
I familiari (fino ad un certo ordine e grado) comunque possono prestare, saltuariamente, aiuto nell'azienda, senza alcun tipo di iscrizione.

saluti
gabriele
Gabriele (o chi può aiutare),

sono pensionato INPS da lavoro non correlato con l'agricoltura e sto iniziando un corso di 150 ore per diventare IAP il tutto per poter lavorare un terreno prevalentemente a bosco e pascolo e poter accedere a contributi pubblici.
Mi dicono che devo aprire la partita IVA e questo non sarebbe un problema in quanto il reddito, almeno i primi anni, sarebbe sotto il minimo per poter tenere libri contabili.
Quello che non so è se, come pensionato, devo iscrivermi all'INPS e quanto eventualmente dovrei pagare.

Grazie,
Bruno
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  #24  
Vecchio 19-09-2011, 17.44.50
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Gabriele (o chi può aiutare),

sono pensionato INPS da lavoro non correlato con l'agricoltura e sto iniziando un corso di 150 ore per diventare IAP il tutto per poter lavorare un terreno prevalentemente a bosco e pascolo e poter accedere a contributi pubblici.
Mi dicono che devo aprire la partita IVA e questo non sarebbe un problema in quanto il reddito, almeno i primi anni, sarebbe sotto il minimo per poter tenere libri contabili.
Quello che non so è se, come pensionato, devo iscrivermi all'INPS e quanto eventualmente dovrei pagare.

Grazie,
Bruno
Salve Bruno. Per ottenere la qualifica di IAP, salvo particolarità della tua Regione (Veneto o Toscana?) devi iscriverti obbligatoriamente all'INPS (se non ricordo male non necessariamente alla data di presentazione della domanda di contributo PSR ma comunque entro 36 mesi, salve sempre le particolarità stabilite dalla Regione). In qualità di pensionato di altro settore, i costi variano a seconda se la maggior parte della SAU si trova in zona montana/svantaggiata e se hai più di 65 anni.
Se non godi di alcuno di questi "vantaggi" considera che orientativamente vai a pagare come minimo circa 3000 euro annuali suddivisi in quattro rate (luglio, settembre, novembre e gennaio anno successivo).
A seconda del reddito agrario dei terreni condotti, vieni collocati in una delle quattro fasce previste dall'INPS. Quindi all'aumentare del reddito agrario puoi passare in una fascia superiore,che comporta un maggior esborso annuo in termini di contributi.
Chiaramente ti conviene recarti presso l'INPS competente per zona, ove sapranno sicuramente spiegarti la situazione.

ciao

Gabriele
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  #25  
Vecchio 16-01-2012, 16.47.28
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Buongiorno a tutti

(spero di aver postato nella sezione giusta: qualora così non fosse, chiedo scusa e provvederò a spostare il tutto quanto prima...)

poichè, nei prossimi mesi spero di poter finalmente avviare la mia azienda, volevo chiedere consigli, pareri, critiche, da parte di chi ha già intrapreso prima di me questo genere di attività (sarebbero comunque più che ben accetti i suggerimenti di ogni altro utente... )
Ho a disposizione circa 4.000mq in pianura (recintati, perfettamente pianeggianti, proprio sulla strada provinciale, centro del paese, con canale per l'irrigazione...), 800mq in mezza-montagna e davvero ben poco vicino a casa: il tutto in Provincia di Torino.

Premetto che la mia attività è per adesso interamente incentrata sulla coltivazione di orchidee rare e piante esotiche rare; la mia idea era quella di aprire un'attività dedicata unicamente a questo settore, ma a causa della necessità di raggiungere le ben note 104 giornate lavorative (e dato che le mie ''200'' giornate lavorative dedicate alla cura delle mie orchidee non mi vengono legalmente riconosciute) ho la necessità di incrementare il imo lavoro con altre attività.
Di conseguenza, prevedo di utilizzare i terreni sopra citati per installarvi una serra (serra con struttura metallica e copertura rigida) e coprire le giornate lavorative rimanenti con l'allestimento di un orto intensivo, una piccola coltivazione di piccoli frutti, e qualche pianta da frutto ''antica''.

Il mio conteggio, si può riassumere con:
200mq di serra rigida,
500-1000mq di orto,
appezzamenti vari dedicati a piccoli frutti, etcc..

Dato che, a quel che mi hanno spiegato, il permesso per installare la serra mi verrà concesso dal Comune solo dopo aver ricevuto la qualifica di coltivatore diretto, pervedevo di ottenere la suddetta qualifica, impiantando 2.600mq di orto (che mi permetterebbero di raggiungere imediatamente le 104 giornate), e modificando in seguito l'intera ''azienda'', con conseguente diminuzione della superficie coltivata a orto a favore dell'installazione della serra.

La coldiretti, mi ha elencato solo i seguenti costi:
100 euro per il tesseramento,
300 euro per iscrizione a camera di commercio.
Qualcuno saprebbe confermarmi se i costi legati all'apertura di un'azienda agricola (che credo coincida con l'acquisizione dello status di ''coltivarore diretto'') siano effettivamente solo questi??

Credo di avere più o meno spiegato tutto il mio piccolo mondo

Se qualcuno avesse tempo e voglia di dirmi ciò che ne pensa, darmi qualche consiglio e perchè no, anche farmi qualche critica costruttiva, gliene sarò grato
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  #26  
Vecchio 17-01-2012, 10.12.33
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Premetto che la mia attività è per adesso interamente incentrata sulla coltivazione di orchidee rare e piante esotiche rare; la mia idea era quella di aprire un'attività dedicata unicamente a questo settore, ma a causa della necessità di raggiungere le ben note 104 giornate lavorative (e dato che le mie ''200'' giornate lavorative dedicate alla cura delle mie orchidee non mi vengono legalmente riconosciute) ho la necessità di incrementare il imo lavoro con altre attività.
Perchè non ti vengono riconosciute?Sono pur sempre coltivazioni di fiori, floricole a pieno campo.


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La coldiretti, mi ha elencato solo i seguenti costi:
100 euro per il tesseramento,
300 euro per iscrizione a camera di commercio.
Qualcuno saprebbe confermarmi se i costi legati all'apertura di un'azienda agricola (che credo coincida con l'acquisizione dello status di ''coltivarore diretto'') siano effettivamente solo questi??.
I 100 euro sono un esborso che la Coldiretti ti impone per il tesseramento. Lo scopo del tesseramento è sostenere l'attività sindacale (a loro dire ovviamente).
L'iscrizione alla Camera di Commercio, di puri costi (diritti di segreteria, imposta di bollo), costa 35,50 euro. Successivamente, entro 30 giorni dall'iscrizione, devi corrispondere il diritto annuo pari ad 88 euro. A regime, questi 88 euro li paghi annualmente entro il 16 giugno (con possibilità di pagarli anche il 16 luglio, con la maggiorazione dello 0,40%).
Considerando quindi 35,50+88= 123,50 euro, il costo della pratica si aggira sui 176,50 euro.
Non specifichi, ma credo, che tu non abbia ancora ufficialmente aperto, quindi non sei possessore di P.IVA. Nei 176,50 deduco sia compresa anche l'apertura di P.IVA, che non ha costi fissi come l'iscrizione in Camera di Commercio, quindi paghi solo il servizio.
Tutta la pratica si fa telematicamente, comodamente seduti in ufficio, con l'utilizzo di un unico software (almeno per quanto riguarda P.IVA e Camera di Commercio, mentre per l'iscrizione INPS credo sia ancora tutto cartaceo, ma non garantisco perchè nel 2012 non ne ho ancora fatte).
Prima di dare un parere personale sull'ammontare dei costi, dimmi se quanto ho scritto è veramente così (intendo se nei 300 euro ti fanno tutta la pratica come riportato sopra, o ci sono altre cose di mezzo).
Altri costi di apertura non ve ne sono comunque, poi avrai il costo annuo per tenuta contabilità (con distingui anche qua) e dichiarazione redditi ecc.

ciao

Gabriele
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  #27  
Vecchio 18-01-2012, 21.01.13
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Perchè non ti vengono riconosciute?Sono pur sempre coltivazioni di fiori, floricole a pieno campo.




I 100 euro sono un esborso che la Coldiretti ti impone per il tesseramento. Lo scopo del tesseramento è sostenere l'attività sindacale (a loro dire ovviamente).
L'iscrizione alla Camera di Commercio, di puri costi (diritti di segreteria, imposta di bollo), costa 35,50 euro. Successivamente, entro 30 giorni dall'iscrizione, devi corrispondere il diritto annuo pari ad 88 euro. A regime, questi 88 euro li paghi annualmente entro il 16 giugno (con possibilità di pagarli anche il 16 luglio, con la maggiorazione dello 0,40%).
Considerando quindi 35,50+88= 123,50 euro, il costo della pratica si aggira sui 176,50 euro.
Non specifichi, ma credo, che tu non abbia ancora ufficialmente aperto, quindi non sei possessore di P.IVA. Nei 176,50 deduco sia compresa anche l'apertura di P.IVA, che non ha costi fissi come l'iscrizione in Camera di Commercio, quindi paghi solo il servizio.
Tutta la pratica si fa telematicamente, comodamente seduti in ufficio, con l'utilizzo di un unico software (almeno per quanto riguarda P.IVA e Camera di Commercio, mentre per l'iscrizione INPS credo sia ancora tutto cartaceo, ma non garantisco perchè nel 2012 non ne ho ancora fatte).
Prima di dare un parere personale sull'ammontare dei costi, dimmi se quanto ho scritto è veramente così (intendo se nei 300 euro ti fanno tutta la pratica come riportato sopra, o ci sono altre cose di mezzo).
Altri costi di apertura non ve ne sono comunque, poi avrai il costo annuo per tenuta contabilità (con distingui anche qua) e dichiarazione redditi ecc.

ciao

Gabriele
Ciao Gabriele;

mi sono accorto solo adesso che la discussione era stata spostata

Mhh sinceramente non ne sono sicuro del perchè; mi hanno detto che se non li allevo in un'apposita serra non mi vengono riconosciuti come allevamento e non importa se ci lavoro tutto il giorno e se sarei anche in grado di venderli. Io però, essendo specie molto rare e delicate non posso in nessun modo metterle in una serra qualunque: sono specie estremamente diverse l'una dall'altra e non posso essere standardizzate in una serra: senza contare che ne ho pochissime per ogni singola specie, e di conseguenza non avrei interesse ad avere 300mq di serra (non saprei che farmene); ed infine, una struttura in grado di soddisfare tali necessità mi costerebbe un vero patrimonio...

Sì, hai ragione, chiedo scusa: ho dimenticato di dire che effettivamente non ho ancora aperto nulla e di conseguenza non ho ancora la partita IVA per questo genere di attività; ho una precedente partita IVA (che mi è appena stata sospesa, dietro mia richiesta, dato che ho interrotto del tutto quel tipo di attività).
Mhh, anche se in maniera estremamente sintetica, mi hanno detto che nei 300 dovrebbe essere incluso tutto ciò che era necessario per l'apertura effettiva, senza nessun costo aggiuntivo: anche se a dire il vero loro hanno parlato solo di camera di commercio e ''relative pratiche''; non si dilungano mai molto quando si tratta di parlare delle cose davvero pratiche e sulle quali dovrai pagare...

Per la gestione della contabilità, ora come ora uso un commercialista e a quel che ho capito potrò usufruire dei servizi della coldiretti, essendo un loro tesserato. Però anche quì non mi hanno detto se e quanto dovrò pagare per i loro servizi di contabilità.

Inoltre mi hanno detto che finchè non avrò tutto pronto e avviato (il chè fà un pò ridere e pensare, perchè vuol direi che lo devo fare da ''privato''), non potrò fare richiesta per l'ammissione, e relativa apertura della mia attività.
Come sempre le spiegazioni burocratiche sono chiare, logiche e facili da applicare)))

Ti ringrazio molto per la risposta e l'aiuto che mi hai dato

Buona serata,
Nicola
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  #28  
Vecchio 19-01-2012, 17.39.01
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La coldiretti, mi ha elencato solo i seguenti costi:
100 euro per il tesseramento,
300 euro per iscrizione a camera di commercio.
Qualcuno saprebbe confermarmi se i costi legati all'apertura di un'azienda agricola (che credo coincida con l'acquisizione dello status di ''coltivarore diretto'') siano effettivamente solo questi??
L' azienda che gestisce le contabilità del sindacato da te citato effettua un servizio forfettarizzato.
Nelle spese da te menzionate mancano i costi per la gestione di eventuali titoli PAC, il carburante agevolato, eventale contabilità iva in regime ordinario.
Circa i costi totali della sola gestione mancano gli oneri previdenziali e lo smaltimento rifiuti.
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  #29  
Vecchio 24-01-2012, 21.48.37
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L' azienda che gestisce le contabilità del sindacato da te citato effettua un servizio forfettarizzato.
Nelle spese da te menzionate mancano i costi per la gestione di eventuali titoli PAC, il carburante agevolato, eventale contabilità iva in regime ordinario.
Circa i costi totali della sola gestione mancano gli oneri previdenziali e lo smaltimento rifiuti.
Ciao 90c,

lieto che tu abbia trovato uno dei miei post principali dove ho provato a spiegare 8anche se solo in minima parte) tutto ciò che avevo intenzione di fare

Sì, proprio questo è il punto: non avevo la più pallida idea se ciò che mi avevano detto fosse vero o estremamente semplificato
Ho insistito non sò quanto (cosa che detesto davvero...) chiedendogli conferme e maggiori dettagli, ma più chiedevo e più si chiudevano a riccio, come se avessero già detto fin troppo.

Potresti cortesemente dirmi dove posso trovare i costi di :
'' gestione di eventuali titoli PAC, il carburante agevolato, eventale contabilità iva in regime ordinario'',

Come oneri previdenziali, mi hanno parlato solo di INPS + INAIL per un totale di circa 2.400 euro l'anno.
Dello smaltimento rifiuti, invece mai saputo nulla....: in cosa consistono??
Come dicevo io non sò più cosa fare per avere risposte da loro, sembra un gioco: devo fare domande secche, precise e molto dettagliate se voglio quantomeno sperare in una loro risposta soddisfacente.
Sono già andato avanti e indietro da ognuno almeno 3-4 volte, prendendo appuntamenti, portandogli tutto ciò che richiedevano e cercando di essere esauriente nella spiegazione, ma niente, ogni volta mi confondevano solo di più le idee, contraddicendosi a vicenda e arrivando ad un proverbiale...''ah, ma puoi farlo tranquillamente...''
Boh

Ti ringrazio molto per l'aiuto!!!

Buona serata
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  #30  
Vecchio 25-01-2012, 14.19.37
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Ognuno ha il suo tariffario.
Secondo me adesso devi preoccuparti più di cercare persone competenti che i costi.
Dopo avere trovato persone competenti puoi confrontare gli eventuali costi.
Alla fine vedrai che la differenza è poca cosa. Il problema è trovare persone competenti e disponibili.
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