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Diritto Agrario
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  #31  
Vecchio 07-06-2010, 20.04.28
bruno67 bruno67 non è connesso
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Stimatissimo Lorenzobosco il caso da te raccontato riguarda una costituzione di servitù di passaggio. Le corti comuni sono per legge destinate a dare aria, luce e accesso ai fabbricati che la delimitano. L'obiettivo del confinante non è quello di farsi riconoscere una servitù di passaggio ma quello di appartenere alla comunione ed utilizzare la corte come fanno gli altri.
Questo diritto reale deve essere semmai richiesto solo dal confinante del terreno intercluso, non edificato da alcun manufatto, diversamente diventerebbe ente urbano, che non rientra nella specifica previsione catastale comune al mappale nr..... e ad enti urbani.
In questi casi non si può pretendere la comunione nessun giudice gli darebbe ragione.
Saluti.
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  #32  
Vecchio 07-06-2010, 20.57.31
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Scusa bruno 67, ma non ho capito, per favore mi vuoi spiegare meglio..
Perchè un ente urbano non può avere diritto alla corte se ci confina e non ha altro passaggio ?
Hai letto tutti i miei messaggi ?
Cosa faresti al mio posto ?
Grazie, saluti.
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  #33  
Vecchio 07-06-2010, 21.29.28
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Per tutti gli interessati la parola magica è ENTE URBANO.
Le corti comuni nella quasi totalità sono legate al fabbricato rurale che per prima è stato edificato su fondo confinante alla corte.
Questo rappresenta il primo mappale ( X) indicato nella annotazione catastale " COMUNE AL NUM. ..X ED AD ENTI URBANI " .
Se richiedi una visura al catasto terreni del mappale nr. X indicato nella annotazione, trovi che esso riporta la dicitura " CON DIRITTO ALLA CORTE NR.... DEL FOGLIO NR.... ".
Le visure sempre al catasto terreni degli altri fondi edificati non riportano con " DIRITTO ALLA CORTE ............sono censiti come enti urbani, perchè edificati, e smettono di essere seminativi o classificazioni similari. Aggiungo che essi vengono iscritti alla partita speciale 1 non intestati e definiti " Area di enti urbani e promiscui ".

Fin qui è tutto chiaro?

Secondo voi i vicini proprietari degli enti urbani costituitisi successivamente al primo fabbricato rurale perchè appartengono alla comunione? Dovrebbero anche loro esserne esclusi. Nei loro titoli di provenienza non è riportato con diritto alla corte, ma tutti ritengono di essere comunisti. Hanno ragione!
Dimenticano soltanto che anche i nuovi arrivati enti urbani rientrano nella comunione.
Se così non fosse la corte sarebbe di esclusiva pertinenza del primo fabbricato rurale.
Questi sono i concetti che devono essere chiari ad un legale, ed ancor di più ai giudici deputati a difendere il confinante spogliato, con violenza, del diritto alla comunione.

Senz'altro vi saranno dei casi eccezionali, che derogano dalla norma ma in generale questi sono gli aspetti da cui partire per una ricognizione di fatto e di diritto del cortile comune. Allontanarsi da questi principi si crea solo confusione, e si perdono le cause.

Qualche legale potrebbe rispondere che il catasto ha natura dichiarativa e non costitutiva. Allora controlliamo i titoli di provenienza dei vicini. Se il contrario non risulta dai titoli la corte è comune a tutti i confinanti dei lotti edificati.

Attendo altre interpretazioni dagli esperti.

Effegi ma se i vicini si sono costituiti in condominio puoi ricorrere alla presunzione di comunione stabilita dall'art. 1117, n. 1 del Codice Civile.
La Suprema Corte di Cassazione ha emesso numerose sentenze in merito dagli anni '70.
In generale ha sempre stabilito che i cortili a servizio degli edifici circostanti sono comuni a tutti i condomini salvo che dal titolo non risulta diversamente.
Potevi spiegarti meglio. Al tuo caso trovano applicazione le norme che regolano il condominio artt. 1117 e seguenti del c.c..
Quando avrò più tempo scriverò alcune sentenze della Cassazione da far leggere al legale e al giudice che ti ha dato torto.
Assurdo! Saluti.

Ultima modifica di Potionkhinson : 11-06-2010 alle ore 16.16.40 Motivo: il regolamento vieta di inserire post consecutivi nell'arco di 24 ore (per rispondere a due o più utenti "citandoli": utilizza la funzione "Multi-Quota").
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  #34  
Vecchio 07-06-2010, 22.20.54
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saluti
gentile e avveduta spiegazione,sapevo che in ambito agrario ci sono interpretazioni e articoli diversi,ma pensavo che la logica di fondo li accomunasse
in bocca al lupo
ciao a tutti
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Vecchio 08-06-2010, 14.07.40
bruno67
Questo messaggio è stato eliminato da bruno67. Motivo: E' scritto due volte
  #35  
Vecchio 08-06-2010, 14.09.33
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Quesito per i moderatori.
La dicitura con diritto alla corte a quali diritto si riferisce?
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  #36  
Vecchio 08-06-2010, 22.53.29
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Quesito per i moderatori.
La dicitura con diritto alla corte a quali diritto si riferisce?
Bella domanda signor Bruno, lo vorrei sapere anch'io che diritto è.

Anch'io vorrei sapere dai moderatori se il mio mappale in qualità di ENTE URBANO ha diritto alla corte solo per il fatto che ci confina oppure no ? Se per titoli intendiamo la visura catastale allora nella visura catastale del mio fabbricato non c'è scritto diritto alla corte quindi sto benedetto diritto CE L'HO o NON CE L'HO ???

QUALCUNO MI SA RISPONDERE PER FAVORE .
GRAZIE.

Ma secondo voi, dopo tanti anni e 2 cause perse ho ancora qualche speranza di ottenere un passaggio con l'auto o no ????

Tra i moderatori c'è un qualche giudice o avvocato che mi può aiutare, non so più dove andare a sbattere la testa.

Ultima modifica di Potionkhinson : 11-06-2010 alle ore 16.17.44 Motivo: il regolamento vieta di inserire post consecutivi nell'arco di 24 ore (per rispondere a due o più utenti "citandoli": utilizza la funzione "Multi-Quota").
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  #37  
Vecchio 08-06-2010, 23.16.41
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saluti
scusa effegi visto che siamo in confidenza, e ammesso di poter passare dalla corte poi tu ce l'hai il ricovero auto ?
ciao
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  #38  
Vecchio 09-06-2010, 12.45.31
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Effegi la Visura non è un titolo.
Il titolo è l'atto di proprietà del tuo fondo edificato oppure l'atto di costituzione della corte che nel nostro caso non esiste.
Io sono convinto che il diritto alla corte non è quello di proprietà, ma di uso.
Se fosse quello di proprietà la corte non sarebbe censita alla partita speciale 2 senza intestatari.
Gli intestatari sarebbero i comunisti. Ma cosi non è.
Allora i diritti reali comuni che vantano i comunisti riguardano, l'uso e le servitù.
Un'altro elemento a sostegno della tesi è che la corte non può essere usucapita.
La ragione sta nel fatto che se un comunista dovesse assentarsi per oltre venti anni al suo ritorno non potrebbe rientrare in casa senza effettuare una violazione di domicilio, perchè la proprietà è passata a quelli rimasti sul posto.
Nessun notaio redigerebbe un atto di usucapione della corte. Non credi?
Aspettiamo la risposta degli esperti. Saluti.

Stimatissimo Potionkhinson tu dici che la corte è (e resta) una proprietà privata.
Ma di chi? Sai dare una spiegazione giuridica? Hai notizie su come nei tempi antichi siano venute a crearsi queste corti. Se si puoi fornire dei riferimenti normativi?

Ultima modifica di Potionkhinson : 11-06-2010 alle ore 16.18.42 Motivo: il regolamento vieta di inserire post consecutivi nell'arco di 24 ore (per rispondere a due o più utenti "citandoli": utilizza la funzione "Multi-Quota").
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  #39  
Vecchio 09-06-2010, 12.56.46
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Anch'io vorrei sapere dai moderatori
I moderatori possono essere esperti come non esserlo.
Vorrei invitare gli "appassionati" di corte ad evitare i messaggi consecutivi.
Per farlo invece che scrivere un nuovo messaggio cliccate su "modifica messaggio ed aggiungete quanto dovuto.
Questo per rispettare una regola del forum (che ha un suo fondamento).
Grazie.
__________________
Ognuno è ciò che è,non ciò che finge di essere....
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  #40  
Vecchio 09-06-2010, 13.46.21
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saluti
scusa effegi visto che siamo in confidenza, e ammesso di poter passare dalla corte poi tu ce l'hai il ricovero auto ?
ciao
Certo che ce l'ho , un bel garage (categoria C6) sul quale pago anche l'ICI , imposta comunale sugli immobili, tutti gli anni , da più di 20 anni, e non lo posso usare, devo lasciare la macchina nella strada che oltre tutto è una strada di montagna, quindi molto stretta, e dà pure fastidio se passa un'auto grossa tipo SUV o fuoristrada , o un trattore.
Siamo veramente nell'assurdo !!!!
Per Bruno67 , il rogito di acquisto del terreno su cui ho poi edificato la casa non riporta il diritto alla corte ma solo il confine con la corte che viene chiamata area cortiliva ed il notaio che fece il rogito non andò a verificare come stavano le cose, lo sò che è stato un mezzo imbroglio da parte di chi mi vendette, ma io ero molto giovane e non me ne intendevo di nulla mi sono fidata e sono rimasta fregata....e poi per 18 anni ho transitato con l'auto per quella corte quindi non avevo problemi...
inutile rivangare il passato, il problema è che adesso non posso più passare e non so cosa fare,
e vedo che anche qui sopra nessuno sa consigliarmi .
Per riassume , signor Bruno, visto che nel mio rogito non c'è scritto diritto alla corte ma nella visura catastale della corte c'è scritto che ne hanno diritto anche gli enti urbani, la mia casa non è un ente urbano ?
Grazie per la pazienza.
Saluti.

Ultima modifica di effegi : 09-06-2010 alle ore 15.10.06
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  #41  
Vecchio 09-06-2010, 19.51.39
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Effegi non devi perdere la pazienza. Capisco il tuo sconforto per le sconfitte legali subite, ma non devi perdere la speranza di una rivincita.
Fino adesso abbiamo argomentato le regole della comunione in generale.
Volendo affrontare quelle previste per il condominio la cosa si complica ancora di più.
Al riguardo ho collezionato numerose sentenze della Cassazione.
Di seguito nè riporto una. Se la ritieni interessante continuerò con la trascrizione di altre sentenze di egual tenore.

TITOLO: Cortili tra edifici autonomi di diverse proprietà.

La presunzione di comunione del cortile stabilita dall'art. 1117, n. 1 c.c. trae la sua ratio dalla obiettiva destinazione del cortile stesso a servizio ed utilità degli edifici circostanti, dei quali esso può considerarsi un accessorio. Tale presunzione, prevista per il caso tipico di un unico edificio in proprietà separata per piani o per porzioni di piani, è applicabile, per analogia anche al caso in cui si tratti di cortile compreso tra edifici limitrofi appartenenti a proprietari diversi. A questo fine giuridicamente rilevante, è la destinazione obiettiva del cortile di dare aria e luce ai vari appartamenti o piani dei suddetti edifici, giacchè questa è la destinazione principale e previdente del cortile, mentre le altre destinazioni, tra le quali quella di consentire l'accesso alle varie unità immobiliari, sono meramente secondarie, accessorie e sussidiarie.

Cassazione 19 luglio 1974, n. 2180. Conformi Cassazione 22 ottobre 1974, n. 3033; Cassazione 4 dicembre 1974, n. 3973.

Ho riportato quella più lontano nel tempo, altre c'è ne sono fino ai nostri giorni, per dimostrare che in tutti questi anni si è consolidato l'orientamento della Cassazione a riconoscere la presunzione della comunione al cortile a tutti i condomini.
I giudici che ti hanno dato torto non possono non tenere conto di questo orientamento.
Le sentenze della cassazione vincolano il giudicato.

Saluti.
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  #42  
Vecchio 09-06-2010, 20.33.18
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Scrivo questo post senza alcuno spirito di polemica e preferirei che venga inteso nell' aspetto intrinseco dei suoi concetti. La corte comune diviene per sè di difficile individuazione poichè può derivare da situazioni molto differenti. Facendo degli esempi. Può essere una vecchia pertinenza di un singolo edificio. Può essere una corte comune individuata già in origine alla costruzione di diversi edifici. Può essere un "intervallo di isolamento", etc....
Ad esempio. Io costruisco a 10 m dal confine. Il confinante costruisce sul confine. Di comune accordo decidono di costruire una corte comune per i servizi e per una piccola strada privata. Un terzo confinante può vantare dei diritti senza che gli vengano concessi?
Individuarne la natura è cosa molto difficile specialmente per le corti comuni nate prima della digitalizzazione dei cartacei.
Spesso le corti comuni sono di proprietà, altre volte non si riesce più a risalire ai vecchi proprietari proprio in virtù della mancanza nelle successioni o nei testamenti della loro menzione.
Nulla toglie tuttavia che solo alcune pretese sono legittime sulle corti comuni. La giurisprudenza non prevede in nessu caso che si possa ottenere una servitù di passaggio carrabile anche se dimostri di avere un garage.
Vi faccio un esempio. Io costruisco una villetta. Lo spazio circostante viene definito "pertinenza" della villetta e classificato come ente urbano. Il vicino può vantare il godimento di alcuni diritti? La risposta è no. Il giudice non è tenuto a dimostrare chi sia il proprietario ma se il richiedente può o meno vantare dei diritti. L' onere della prova spetta al richiedente. Il giudice non concede un diritto ma obbliga affinchè chi lo ha ne possa godere.
Potete continuare anche per giorni a discuterne ma se non dimostrate di avere un diritto sulla corte non vi verrà mai riconosciuto. Tutto questo con le dovute eccezioni.
Non vi possono negare l'accesso pedonale attraverso una corte comune, nè di collegarvi a luce, acqua, fogna, etc....se questi attraversano la corte comune.
La differenza non è accertare chi sia il proprietario ma se viene tolta la possibilità di godere di un diritto.
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  #43  
Vecchio 10-06-2010, 12.50.35
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Egregio 90 c ma quando la corte è comune agli enti urbani il diritto alla comunione non è già dimostrato se il mio fondo viene classificato ENTE URBANO?
Ritengo che non hai seguito le mie argomentazioni.
Le situazioni originarie nel tempo cambiano. Non puoi limitarti a rispondere devi dimostrare il diritto alla corte. Cosa riferisci in relazione alla comunione incidentale?
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  #44  
Vecchio 10-06-2010, 14.51.29
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Gentile Bruno , la sentenza che hai inserito cosa aveva per oggetto ? una delle parti in causa non aveva il diritto al cortile come nel mio caso ?
Comunque non so se quello sia veramente un condominio anche se i proprietari lo sostengono. Ora ti spiego come è fatto:
sono case molto vecchie di più di cento anni fa, certe erano addirittura stalle , sono state ristrutturate, ma sono alla pari , non in verticale come siamo abituati a vedere i condomini in città, sono però tutte attaccate, hanno muri in comune, ma ognuno ha il suo tetto anche se attaccato all'altro, sono come case a schiera.
La mia casa non è lì in mezzo, è limitrofa , però confina con la corte comune , è stata costruita nel 1981, non ci sono altri possibili accessi se non dalla corte.
Nella tua sentenza c'è scritto che si applica anche agli edifici limitrofi la presunzione di comunione, io però non ho capito se in questa comunione c'è compreso anche il passaggio carrabile.
Secondo quanto scrive il signor 90c per il mio caso non c'è soluzione perchè io non posso dimostrare di avere diritto alla corte.
E inoltre non capisco perchè in automatico ho il diritto a piedi, alla luce, all'acqua e carrabile no, quindi se io devo comperare la legna per riscaldarmi o la porto tutta a mano oppure sto al freddo. Non è un mio diritto riscaldarmi ? per il giudice sembra sia un comodo.
Mah !
Ho fatto ricerche e ho trovato delle sentenze però non me ne intendo molto per favore chi ne capisce più di me può dirmi se si possono applicare al mio caso ? le sentenze sono :
Cass.civ.,sez.II , 12 gennaio 1980, n.286, Barbaro c. Tisiot.
Cass.civ. sez.II, 6 maggio 1980, n.2984, soc.ACSA c.Cond.Ariston.
Praticamente ho letto che se il propr.di un edificio chiede l'accertamento della comunione del cortile non è soggetto al rigoroso onere probatorio previsto in tema di rivendicazione, ma trova fondamento nella dimostrazione della relazione di accessorietà della corte con l'edificio.
Rispondete per favore.Grazie.

Ultima modifica di effegi : 11-06-2010 alle ore 13.02.47
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  #45  
Vecchio 11-06-2010, 13.56.42
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Gentile 90c nel tuo ultimo intervento hai fatto riferimento alla pertinenza che è cosa ben diversa dall'accessorio.
Le pertinenze sono quelle aree scoperte in proprietà esclusiva del proprietario del fabbricato e sono sempre censite al catasto terreni quali Aree di enti urbani e promiscui.
E' pacifico che non si possono pretendere diritti su proprietà esclusive di altri.
Nel caso fin'ora trattato è stato constatato che la corte comune è un accessorio iscritto al catasto terreni alla partita speciale 2, senza intestati.
Qual'è il percorso legale per farsi riconoscere il diritto alla comunione, visto che il mio terreno originariamente non edificato e quindi escluso oggi invece è edificato e censito Ente Urbano.
Per le altre argomentazioni sul'argomento rinvio ai precedenti post.
La visura catastale della corte non è una prova che essa è comune agli enti urbani che la delimitano?
Chi decide chi ha il diritto oppure no?
Saluti.
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  #46  
Vecchio 11-06-2010, 16.40.36
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Gentile signor Bruno è vero ,l'ho letto anch'io che la visura catastale non prova nulla perchè il catasto serve solo a fini fiscali , io credo che l'unico titolo valido sia il rogito di acquisto del terreno ed è lì che ci devono essere scritti i diritti che si hanno.
Nel mio caso non c'è scritto che ho diritto alla corte, quindi cosa dovrei fare ?
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  #47  
Vecchio 12-06-2010, 12.49.31
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Gentile Potonkhinson, sulla base di quanto ti ho rappresentato come posso chiedere l'accertamento della comunione alla corte?
Occorre incaricare un geometra?
Bisogna andare da un giudice di Pace?
In definitiva il mio obiettivo è ottenere un atto che attesti il mio diritto alla corte, da trascrivere alla conservatoria.
Come devo fare?
Saluti.
Rispondi citando
  #48  
Vecchio 12-06-2010, 13.11.58
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Salve bruno67,
mi dispiace ma (per me) la discussione perde di interesse... ci sono molti (troppi) motivi di fastidio:
  • non è possibile dare una risposta "certa" sulla base di una documentazione "inesistente" (ma anche senza conoscere lo stato dei luoghi). Quindi, quando non so cosa dire... non dico nulla ();
  • la mia unica esperienza "analoga" è stata una passeggiata (dopo l'accatastamento ho comunicato all'AdT che il fabbricato gode del diritto di accesso alla corte... detto fatto: situazione catastale aggiornata)... il trucco? --> la ditta era già titolare del diritto per altri fabbricati confinanti ();
  • poi... cercate conforti giuridici (e non vi preoccupate neppure di rispettare quelle poche "richieste" che costituiscono il regolamento del nostro forum). Ieri ho trascorso 30' ad unire i vostri post consecutivi (ed ecco bruciato il mio "tempo libero").
A questo punto, mi sembra ovvio che: si, dovresti dare incarico ad un professionista del settore.

Saluti

P.S.
dubito che tu possa trascriverlo alla conservatoria (lo avrebbe già imposto il giudice, in occasione del riconoscimento del tuo diritto di passaggio)... però magari mi sbaglio...

P.P.S.
leggi bene quanto scritto da 90c (ci sono spunti molto interessanti).
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Vecchio 14-06-2010, 14.16.50
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Questo messaggio è stato eliminato da Potionkhinson. Motivo: per le comunicazioni personali utilizzate i Messaggi Privati (M.P.). Grazie
  #49  
Vecchio 15-06-2010, 12.21.12
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Egregio 90 c ma quando la corte è comune agli enti urbani il diritto alla comunione non è già dimostrato se il mio fondo viene classificato ENTE URBANO?
Domanda: effettuo una visura catastale e risulto proprietario di un immobile ma non è vero. La visura ha valore come atto di proprietà? Non credo. La visura catastale serve per fini fiscali. Il catasto è a valle, non è la fonte del diritto.

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Ritengo che non hai seguito le mie argomentazioni.
Solitamente quando intervengo leggo ogni post per evitare di scrivere castronerie. Ti assicuro che ho (faticosamente ) letto tutti i post.

Citazione:
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Le situazioni originarie nel tempo cambiano. Non puoi limitarti a rispondere devi dimostrare il diritto alla corte. Cosa riferisci in relazione alla comunione incidentale?
Non mi limito io. Lo prevede il Diritto.
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Comunque non so se quello sia veramente un condominio anche se i proprietari lo sostengono. Ora ti spiego come è fatto:
sono case molto vecchie di più di cento anni fa, certe erano addirittura stalle , sono state ristrutturate, ma sono alla pari , non in verticale come siamo abituati a vedere i condomini in città, sono però tutte attaccate, hanno muri in comune, ma ognuno ha il suo tetto anche se attaccato all'altro, sono come case a schiera.
La mia casa non è lì in mezzo, è limitrofa , però confina con la corte comune , è stata costruita nel 1981, non ci sono altri possibili accessi se non dalla corte.
Nella tua sentenza c'è scritto che si applica anche agli edifici limitrofi la presunzione di comunione, io però non ho capito se in questa comunione c'è compreso anche il passaggio carrabile.
Hai diritto a tutte le sevitù previste dalla legge. La servitù di transito carrabile non è prevista per le civili abitazioni.

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Secondo quanto scrive il signor 90c per il mio caso non c'è soluzione perchè io non posso dimostrare di avere diritto alla corte.
E inoltre non capisco perchè in automatico ho il diritto a piedi, alla luce, all'acqua e carrabile no, quindi se io devo comperare la legna per riscaldarmi o la porto tutta a mano oppure sto al freddo. Non è un mio diritto riscaldarmi ? per il giudice sembra sia un comodo.
Il giudice ha solamente fatto il suo dovere. Ha applicato ciò che prevedono le leggi.


Citazione:
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Gentile 90c nel tuo ultimo intervento hai fatto riferimento alla pertinenza che è cosa ben diversa dall'accessorio.
Le pertinenze sono quelle aree scoperte in proprietà esclusiva del proprietario del fabbricato e sono sempre censite al catasto terreni quali Aree di enti urbani e promiscui.
E' pacifico che non si possono pretendere diritti su proprietà esclusive di altri.
Nel caso fin'ora trattato è stato constatato che la corte comune è un accessorio iscritto al catasto terreni alla partita speciale 2, senza intestati.
Cercherò di spiegarmi diversamente.
Il fatto che non sia di nessuno non implica che tu possa vantarne dei diritti. Per usucapire un cespite ad esempio bisogna dimostrarne l'uso indisturbato per xx anni e poi farsi ratificare da un giudice la proprietà. Se al catasto scopro che un cespite è senza proprietari non per forza posso vanatre dei diritti sul cespite. Devo dimostrare di averne. Tu hai modo di dimostrare che hai dei diritti sulla corte?

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Qual'è il percorso legale per farsi riconoscere il diritto alla comunione, visto che il mio terreno originariamente non edificato e quindi escluso oggi invece è edificato e censito Ente Urbano.
Andando per ipotesi e tra tutte scegliendo quella più plausibile e più vicina al tuo caso.
Come hai fatto per costruire l' immobile? Ti sei "servito" della corte comune per gli allacciamenti alle utenze (luce, gas,acqua.....)?
Nel qual caso è intrinseco all' immobile il "diritto alla corte" poichè è stato tacitamente o verbalmente concesso da chi vanta dei diritti (proprietà, uso, etc...). Diversamente se non hai mai utilizzato la corte e non hai atti validi a constatarne il pieno godimento di tali diritti non puoi pretenderli.
Cercando di riassumere. Se l'edifico ha come unico ingresso il passaggio attraverso la corte il diritto è intrinseco nel senso etimologico della parola intrinseco. Cioè è inequivocabilmente determinato ed acclarato che lo abbia. Se l'edificio usufruisce di allacciamenti alle utenze attraverso la corte comune idem. Le ha intrinseche dalla sua "nascita" o ne gode per patto verbale o tacitamente concesse. Concedo al mio vicino di far passare le utenze attraverso la mia pertinenza. Vita natural durante dell' edificio servito dalle utenze, quest' ultime anche se il vicino diviene "nemico" resteranno li..........Intesi?

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La visura catastale della corte non è una prova che essa è comune agli enti urbani che la delimitano?
Chi decide chi ha il diritto oppure no?
Saluti.
La visura catastale non prova nulla. Non è una prova. Neanche un atto di proprietà di un notaio (se consideriamo che si possono usucapire molti diritti............)
Chi ha diritto oppure no lo decidono le leggi della Repubblica che un giudice si limita ad applicare. Ho alcuni appezzamenti di terreno. Vado in Brasile, torno dopo 30 anni e scopro che li coltiva Caio. Vado con l'atto di proprietà e scopro che sono stati usucapiti da Caio. Come vedi le leggi regolamentano il tutto.

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Gentile signor Bruno è vero ,l'ho letto anch'io che la visura catastale non prova nulla perchè il catasto serve solo a fini fiscali , io credo che l'unico titolo valido sia il rogito di acquisto del terreno ed è lì che ci devono essere scritti i diritti che si hanno.
Nel mio caso non c'è scritto che ho diritto alla corte, quindi cosa dovrei fare ?
Rischiando di essere ripetitivo. Alcuni "diritti" sono intrinsechi al cespite stesso. Altri si possono acquisire. Esempio. Tutti i terreni agricoli hanno "diritto" ad un accesso carrabile. Nessuno mi vieta di acquistarne un secondo che per me è più comodo. Ogni edificio per civile abitazione ha intrinseche alla nascita dei diritti. Quello di accesso carrabile non è previsto dalla legge.

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Gentile Potonkhinson, sulla base di quanto ti ho rappresentato come posso chiedere l'accertamento della comunione alla corte?
Occorre incaricare un geometra?
Bisogna andare da un giudice di Pace?
In definitiva il mio obiettivo è ottenere un atto che attesti il mio diritto alla corte, da trascrivere alla conservatoria.
Come devo fare?
Saluti.
Rivolgersi ad un guidice e dimostrare di essere in possesso dei requisiti che dimostrano di avere il diritto alla corte comune.

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  #50  
Vecchio 16-06-2010, 23.36.25
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Gentilissimo 90c ora le cose sono più chiare, grazie infinite. Visto che si è preso a cuore la questione io ne approfitto ancora perchè non è facile trovare avvocati così competenti in materia, io di avvocati nel corso degli anni ne ho cambiati due ma uno peggio dell'altro. Dopo aver letto e riletto MOLTO ATTENTAMENTE quanto lei ha scritto e precisando che un altro terreno agricolo non lo posso acquistare perchè non c'è, per ottenere un passaggio carrabile per la mia casa non mi resta che la via della comunione di condominio alla quale non avevo mai pensato, nè io, nè gli avvocati che ho avuto. Grazie invece al signor Bruno che mi ha dato l'idea di questa comunione.
La corte comune in questione è circondata dagli edifici "a schiera" cioè condominio in orizzontale e poi, staccata dal condominio, ma che confina e si affaccia alla corte c'è la mia casa. Quando ho costruito la casa sono passata con tutti i mezzi dalla corte, le utenze : il gas non esiste lassù (è un paesino di montagna), la luce era più comodo allacciarla da dietro, dove c'era già un palo proprio sul confine, l'unica che passa per la corte è l'acqua e anche il telefono. Per quel cortile ho transitato per quasi 18 anni indisturbata, poi un giorno i vicini hanno chiuso con una catena e lucchetto dicendo che io non avevo il diritto.(PRECISO CHE I VICINI, CONDOMINI, TRANSITANO ANCHE LORO CON L'AUTO PER LA CORTE). Sono andata in causa con una possessoria e ho perso perchè hanno detto che mi lasciavano transitare per gentile concessione. Ho fatto l'appello e ho perso anche quello.Ho fatto la causa di servitù di passaggio carrabile e l'ho persa (tutti avvocati incompetenti).Ora non ditemi che non c'è più niente da fare, non mi rassegno, sono sicura che un bravo avvocato riuscirebbe , il più è trovarlo.
Riguardo i cortili condominiali ho letto in una sentenza (cass.civ.II, 12 gen.1980, n.286) che l'accertamento della comunione del cortile non è soggetta al rigoroso onere probatorio previsto in tema di rivendicazione, ma trova sufficiente fondamento nella dimostrazione di detta relazione di accessorietà evincibile dalla situazione dei luoghi ed anche dagli elementi indiziari forniti dalle risultanze catastali.
E ancora : la presunzione di comunione dei cortili trova fondamento sull'obiettiva destinazione del cortile al servizio o utilità delle abitazioni dei proprietari che vi si affacciano o lo circondano.
E ancora: A vincere la presunzione di comunione- la quale trae origine dal SILENZIO DEL TITOLO- è necessario che il titolo contrario- vale a dire l'attribuzione di proprietà esclusiva ad una o più persone- risulti in modo non equivoco. (Cass.civ.II, 18 gen.1982, n.318).
Per favore , signor 90c, mi può spiegare quest'ultima sentenza ?
La prego, mi aiuti. GRAZIE MILLE.
Aggiungo che, per come capisco io, se i miei vicini non hanno un titolo (e non ce l'hanno sono sicura) che attesti che sono i PROPRIETARI esclusivi del cortile, non possono negarmi la presunzione di comunione e quindi avrei diritto anch'io al cortile se divento un condomino. Di conseguenza se i miei vicini che NON SONO PROPRIETARI ma hanno solo il diritto e con tale diritto passano anche con l'auto, anch'io con la comunione acquisita acquisisco anche il diritto e come loro potrei passare con l'auto. Il ragionamento non fa una piega! che ne dice signor 90c ? Quindi NEL SILENZIO DEL TITOLO che sarebbe il mio caso, posso ottenere la comunione del cortile = a diritto al cortile=A TRANSITO CON L'AUTO.
Di una cosa sono certa, che avere il diritto non vuol dire essere proprietario, questo l'hanno detto anche dei notai e avvocati.La differenza sta nel fatto che chi è proprietario può vendere, chi non lo è non può vendere una cosa che non è sua. I miei vicini non potrebbero mai vendere il cortile.Loro non possono dimostrare la proprietà esclusiva del cortile in modo non equivoco.

Ultima modifica di effegi : 17-06-2010 alle ore 14.01.46
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  #51  
Vecchio 19-12-2010, 13.26.08
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Buongiorno sig. 90c, la disturbo per porle un semplice quesito sempre riguardante una corte comune. Scelgo questo thread nella speranza di fare cosa giusta.
Cercherò di essere breve: abito in un contesto abitativo composto da una serie di case adiacenti l'una all'altra e prospicenti ad una corte comune alla quale tutti hanno diritto. Non so dirle per certo in cosa consista tale diritto. So solo che per ogni mappale di ognuno dei proprietari comuni, sull'atto notarile è presente la specifica : "con diritto alla corte comune m.n. 41". Il cortile non è un'area di passaggio; è una corte cieca, di antica urbanizzazione, utilizzata dai proprietari come accesso carraio al proprio garage. Volevo chiederle se un cortile promiscuo di questo tipo può ritenersi a tutti gli effetti una proprietà privata (in comune accordo con tutti i proprietari abbiamo affisso le segnalazioni di p.p. e divieto di parcheggio)? Le chiedo questo perchè da tempo, un compaesano abitante lungo la via che da accesso alla corte, pur non avendo niente a che vedere con la corte promiscua, usa la corte medesima come area di manovra, entrando e uscendo a proprio piacimento senza chiedere alcun permesso. Posso "avvisarlo" che la proprietà è di pertinenza dei soli abitanti il cortile e non di tutto il vicinato, senza bisogno di installare una sbarra delimitatrice?
La ringrazio anticipatamente per la disponibilità.
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  #52  
Vecchio 20-12-2010, 02.21.21
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Buongiorno sig. 90c, la disturbo per porle un semplice quesito sempre riguardante una corte comune. Scelgo questo thread nella speranza di fare cosa giusta.
Cercherò di essere breve: abito in un contesto abitativo composto da una serie di case adiacenti l'una all'altra e prospicenti ad una corte comune alla quale tutti hanno diritto. Non so dirle per certo in cosa consista tale diritto. So solo che per ogni mappale di ognuno dei proprietari comuni, sull'atto notarile è presente la specifica : "con diritto alla corte comune m.n. 41". Il cortile non è un'area di passaggio; è una corte cieca, di antica urbanizzazione, utilizzata dai proprietari come accesso carraio al proprio garage. Volevo chiederle se un cortile promiscuo di questo tipo può ritenersi a tutti gli effetti una proprietà privata (in comune accordo con tutti i proprietari abbiamo affisso le segnalazioni di p.p. e divieto di parcheggio)? Le chiedo questo perchè da tempo, un compaesano abitante lungo la via che da accesso alla corte, pur non avendo niente a che vedere con la corte promiscua, usa la corte medesima come area di manovra, entrando e uscendo a proprio piacimento senza chiedere alcun permesso. Posso "avvisarlo" che la proprietà è di pertinenza dei soli abitanti il cortile e non di tutto il vicinato, senza bisogno di installare una sbarra delimitatrice?
La ringrazio anticipatamente per la disponibilità.
Bisogna prestare attenzione. Proprio perchè non hai il godimento esclusivo del bene non puoi limitarne il godimento ad altri. Diversamente se tutti decidete di limitarne l'accesso puoi procedere. La diversa pavimentazione garantisce secondo il codice della strada che si tratta di proprietà privata e non di suolo pubblico. Se già presente il cartello è scontato che il paesano se ne infischia. Prima di procedere verificherei che non goda di nessun diritto il compaesano. In seguito convocherei tutti gli aventi diritto per stilare un regolamento "condominiale" sottoscritto da tutti. In seguito puoi agire secondo le norme del codice come meglio dredi.
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  #53  
Vecchio 20-12-2010, 07.46.42
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Bisogna prestare attenzione. Proprio perchè non hai il godimento esclusivo del bene non puoi limitarne il godimento ad altri. Diversamente se tutti decidete di limitarne l'accesso puoi procedere. La diversa pavimentazione garantisce secondo il codice della strada che si tratta di proprietà privata e non di suolo pubblico. Se già presente il cartello è scontato che il paesano se ne infischia. Prima di procedere verificherei che non goda di nessun diritto il compaesano. In seguito convocherei tutti gli aventi diritto per stilare un regolamento "condominiale" sottoscritto da tutti. In seguito puoi agire secondo le norme del codice come meglio dredi.
Buongiorno sig. 90c, grazie per il celere riscontro.
C'è da considerare che la pavimetazione, oltre che essere di natura diversa da quella della strada, è composta da un fondo di ghiaia che periodicamente andiamo a ripristinare (la spesa e l'operato ce li sobbarchiamo io ed un altro vicino; le abitazioni interessate sono 7). Il compaesano non gode di alcun diritto: abita lungo la strada a 100mt di distanza dall'ingresso del cortile. Mi preoccupa il fatto di dover stilare un regolamento comune poichè 2 delle 7 abitazioni sono abbandonate e probabilmente appartengono a degli istituti finanziari...
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  #54  
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Ma gli altri proprietari nei loro titoli ce l'hanno scritto che hanno diritto alla corte ?
In tutti questi anni ho imparato che poichè la corte è censita alla partita speciale 2 e non risulta in alcuna trascrizione diC.RR.II. non è di proprietà di nessunoma è soltanto un ACCESSORIO Comune ad una pluralità di immobili. Attenzione a non confondere l'accessorio comune con la particella in comproprietà che viene normalmente censita in partita ordinaria ai terreni o fabbricati con l'indicazione dei soggetti aventi diritto.
Buona giornata a tutti. Ho letto con molta attenzione questo post perché mi trovo in una situazione simile, o meglio opposta alla vostra, mi spiego ho acquistato un vecchio immobile nella campagna cremonese con relative pertinenze, che nel corso degli anni ho ristrutturato. Questo immobile di trova in una corte con altre abitazione di cui due, abitate solo nel periodo estivo, e tre sono in mano a degli istituti di credito. I lavori di ristrutturazione oltre che sugli immobili, si sono riversati anche sulla corte, tramite una gettata di cemento quarzato davanti all'abitazione principale e alle relative pertinenze. Prima di ciò il tecnico che si è occupato della relativa parte burocratica e si è anche recato all'agenzia del territorio, che gli ha rilasciato una visura nella quale risulta che il mappale xxx (corte) è "legato" a diversi mappali x y z, sempre di mia proprietà. Sul rogito è riportato corte comune, nelle visure dell'agenzia del territorio, in fianco ad ogni mappale vi sono le annotazioni che riportano : a.c. ...e i numeri dei mappali delle relative pertinenze. E' sufficiente questo per provare la proprietà della corte (inteso come fondo) visto che agli altri inquilini vacanzieri non risulta che il mappale xxx sia "legato" ai mappali di loro proprietà, anche se sul loro rogito, così dicono, risulta corte comune ?
Grazie a chi mi può dare una risposta
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  #55  
Vecchio 19-06-2011, 16.42.42
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Le visure catastali non sono sufficienti a garantire la proprietà esclusiva di un immobile.
Diversamente un atto pubblico dal quale si evince che vi sono dei dirittti sulla corte da parte di terzi sancisce il peso sulla corte.
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  #56  
Vecchio 15-08-2011, 08.35.02
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Salve.
Volevo informazioni riguardo ad un abuso edilizio esercitato da mia sorella in una corte comune.
Entrambi abbiamo ricevuto dai nostri genitori in eredità una casa rurale suddivisa ad entrambi figli riservandosi l'usufrutto. Durante questo periodo mio padre ha lasciato costruire,dinanzi la parte spettante mia sorella, ma nella corte comune, una tettoia e dopo la morte dei genitori, cessato l'usufrutto, in mia insaputa mia sorella ha costruito abusivamente sotto la tettoia un bagno con fondamenta e rete fognaria che si allaccia al già esistente pozzo nero e con pavimentazione antistante il suddetto bagno che si estende fino a sotto una mia finestra; praticamente aprendo la mia finestra che si affaccia nella corte comune mi ritrovo la verandina che ha costruito mia sorella.
La domanda è la seguente:
Cosa rischio penalmente se nella corte comune c'è una costruzione abusiva che praticamente non mi appartiene?
Volendo essere buono, posso chiedere di regolarizzare la tettoia e il bagno abusivo per non avere rischi?
Grazie.
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  #57  
Vecchio 15-08-2011, 14.26.15
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Salve.
Volevo informazioni riguardo ad un abuso edilizio esercitato da mia sorella in una corte comune.
Entrambi abbiamo ricevuto dai nostri genitori in eredità una casa rurale suddivisa ad entrambi figli riservandosi l'usufrutto. Durante questo periodo mio padre ha lasciato costruire,dinanzi la parte spettante mia sorella, ma nella corte comune, una tettoia e dopo la morte dei genitori, cessato l'usufrutto, in mia insaputa mia sorella ha costruito abusivamente sotto la tettoia un bagno con fondamenta e rete fognaria che si allaccia al già esistente pozzo nero e con pavimentazione antistante il suddetto bagno che si estende fino a sotto una mia finestra; praticamente aprendo la mia finestra che si affaccia nella corte comune mi ritrovo la verandina che ha costruito mia sorella.
La domanda è la seguente:
Cosa rischio penalmente se nella corte comune c'è una costruzione abusiva che praticamente non mi appartiene?
Volendo essere buono, posso chiedere di regolarizzare la tettoia e il bagno abusivo per non avere rischi?
Grazie.
Tecnicamente sei passibile anche te, ma l'uso esclusivo del bene in questione (tettoia ed annessi) ti slega da qualsiasi responsabilità.
E' sempre opportuno regolarizzare tutte le opere di natura permanente, tuttavia nel tuo caso non mi preoccuperei più di tanto.
Per correttezza di informazione ritengo opportuno precisarti che l'azione di tua sorella limita il tuo agire nel godimento della proprietà.
Le azioni da intraprendere sono molto delicate.
Dovresti sporgere denuncia nei confronti di tua sorella.
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  #58  
Vecchio 15-10-2011, 01.54.54
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Salve a tutti ho un quesito da porvi, abito in un piccolo condominio di tre appartamenti a piano terra (particelle 24-25-27), condividiamo come unico passaggio un piazzale in corte comune (particella 26),
nella visura catastale la particella 26 risultano come corte comune (e ad enti urbani) solo le particelle 25-27.
Io sulla particella 26 ho un ingresso di casa e 2 garage da una vita, naturalmente da buon vicinato mi fanno notare che il piazzale e' in comune e ad uso esclusivo loro ed io posso solo passare.
Negli atti di acquisto della mia abitazione(part. 24) e' indicato solo che confino con una corte comune, sono riuscito a trovare un vecchio documento catastale che indica tutte le proprieta sono in comune con il piazzale, il mio geometra dopo una lunga ricerca mi ha detto che dopo il vecchio documento catastale da me in possesso non esiste nessun altro doc. (atti di rinuncia alla corte comune o di proprieta' esclusiva di altre persone) che indichi il contrario e quindi e' da considerare tutte e tre le abitazioni in corte comune con la particella 26..
Come posso risolvere questo enigma dato che dopo tanti anni i vicini non mi fanno piu' parcheggiare?
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  #59  
Vecchio 17-10-2011, 15.01.38
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Salve a tutti ho un quesito da porvi, abito in un piccolo condominio di tre appartamenti a piano terra (particelle 24-25-27), condividiamo come unico passaggio un piazzale in corte comune (particella 26),
nella visura catastale la particella 26 risultano come corte comune (e ad enti urbani) solo le particelle 25-27.
E' la conseguenza di quanto hai scritto sotto.

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Io sulla particella 26 ho un ingresso di casa e 2 garage da una vita, naturalmente da buon vicinato mi fanno notare che il piazzale e' in comune e ad uso esclusivo loro ed io posso solo passare.
Negli atti di acquisto della mia abitazione(part. 24) e' indicato solo che confino con una corte comune,
Non hai acquistato nessun diritto sulla particella 26, anzi è ben specificato che sei confinante con suddetta proprietà.

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sono riuscito a trovare un vecchio documento catastale che indica tutte le proprieta sono in comune con il piazzale, il mio geometra dopo una lunga ricerca mi ha detto che dopo il vecchio documento catastale da me in possesso non esiste nessun altro doc. (atti di rinuncia alla corte comune o di proprieta' esclusiva di altre persone) che indichi il contrario e quindi e' da considerare tutte e tre le abitazioni in corte comune con la particella 26..
Come posso risolvere questo enigma dato che dopo tanti anni i vicini non mi fanno piu' parcheggiare?
I dati catastali non hanno carattere probatorio,ma semplicemente fiscale.
L'enigma lo risolvi andando presso la conservatoria e non al catasto. Richiedi uno storico sulla particella.
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  #60  
Vecchio 28-10-2011, 23.50.28
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Domanda: effettuo una visura catastale e risulto proprietario di un immobile ma non è vero. La visura ha valore come atto di proprietà? Non credo. La visura catastale serve per fini fiscali. Il catasto è a valle, non è la fonte del diritto.



Solitamente quando intervengo leggo ogni post per evitare di scrivere castronerie. Ti assicuro che ho (faticosamente ) letto tutti i post.



Non mi limito io. Lo prevede il Diritto.


Hai diritto a tutte le sevitù previste dalla legge. La servitù di transito carrabile non è prevista per le civili abitazioni.



Il giudice ha solamente fatto il suo dovere. Ha applicato ciò che prevedono le leggi.



Cercherò di spiegarmi diversamente.
Il fatto che non sia di nessuno non implica che tu possa vantarne dei diritti. Per usucapire un cespite ad esempio bisogna dimostrarne l'uso indisturbato per xx anni e poi farsi ratificare da un giudice la proprietà. Se al catasto scopro che un cespite è senza proprietari non per forza posso vanatre dei diritti sul cespite. Devo dimostrare di averne. Tu hai modo di dimostrare che hai dei diritti sulla corte?



Andando per ipotesi e tra tutte scegliendo quella più plausibile e più vicina al tuo caso.
Come hai fatto per costruire l' immobile? Ti sei "servito" della corte comune per gli allacciamenti alle utenze (luce, gas,acqua.....)?
Nel qual caso è intrinseco all' immobile il "diritto alla corte" poichè è stato tacitamente o verbalmente concesso da chi vanta dei diritti (proprietà, uso, etc...). Diversamente se non hai mai utilizzato la corte e non hai atti validi a constatarne il pieno godimento di tali diritti non puoi pretenderli.
Cercando di riassumere. Se l'edifico ha come unico ingresso il passaggio attraverso la corte il diritto è intrinseco nel senso etimologico della parola intrinseco. Cioè è inequivocabilmente determinato ed acclarato che lo abbia. Se l'edificio usufruisce di allacciamenti alle utenze attraverso la corte comune idem. Le ha intrinseche dalla sua "nascita" o ne gode per patto verbale o tacitamente concesse. Concedo al mio vicino di far passare le utenze attraverso la mia pertinenza. Vita natural durante dell' edificio servito dalle utenze, quest' ultime anche se il vicino diviene "nemico" resteranno li..........Intesi?


La visura catastale non prova nulla. Non è una prova. Neanche un atto di proprietà di un notaio (se consideriamo che si possono usucapire molti diritti............)
Chi ha diritto oppure no lo decidono le leggi della Repubblica che un giudice si limita ad applicare. Ho alcuni appezzamenti di terreno. Vado in Brasile, torno dopo 30 anni e scopro che li coltiva Caio. Vado con l'atto di proprietà e scopro che sono stati usucapiti da Caio. Come vedi le leggi regolamentano il tutto.



Rischiando di essere ripetitivo. Alcuni "diritti" sono intrinsechi al cespite stesso. Altri si possono acquisire. Esempio. Tutti i terreni agricoli hanno "diritto" ad un accesso carrabile. Nessuno mi vieta di acquistarne un secondo che per me è più comodo. Ogni edificio per civile abitazione ha intrinseche alla nascita dei diritti. Quello di accesso carrabile non è previsto dalla legge.


Rivolgersi ad un guidice e dimostrare di essere in possesso dei requisiti che dimostrano di avere il diritto alla corte comune.
Salve 90 c, perchè in un passaggio affermi che la corte comune è di nessuno? Se agli atti non figura perchè accessorio del bene principale ed esso si trasferisce a terzi trasferendo la proprietà del bene principale , l'accessorio "corte comune" ha i suoi proprietari anche se pro indivisa. Infatti se c'è da manutenzionare ognuno dei comunisti partecipa con la quota che gli deriva dall'entità del bene principale. Se sto dicendo fesserie correggimi per gentilezza e se ricorrono gli estremi può anche essere usucapita. Cordialmente. Falcone
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