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  #1  
Vecchio 09-05-2006, 19.52.24
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Predefinito Impianti di lavorazione inerti

ciao a tutti
propongo questa nuova discussione prendendo spunto da dei discorsi fatti in privato con Togno in questi giorni.
quindi mi son detto: perchè non parlare un po' del funzionamento dei vari tipi di impianti sul forum?

magari trovo anche qualcuno che sa più di me (cosa quasi certa, dato che le mie conoscenze sono quelle di un semplice appasionato di impianti che cerca di capire come lavorano)

inizo con il fare una descrizione sommaria del funzionamento di un impianto di frantumazione e selezione di materiale di origine alluvionale.riassumendo direi cha la lavorazione si divide in 4° fasi:

1° fase: vaglio sgrossatore che separa i ciotoli, in genere è rotante o a vibrazione.esistono anche le griglie a dischi ma non le ho mai viste, si usano negli impianti da roccia per separare i massi. In genere i ciotoli vengono scartati e usati per fare riempimenti.alcuni impianti invece li frantumano con un frantoio a mascelle e li mandano avanti nel processo assieme ai materiali naturali.

2° fase: lavaggio e selezione delle sabbie con vaglio-lavatrice rotativa.
In pratica gli inerti vengono immessi assieme all'acqua in un vaglio rotante, in genere la prima parte del tamburo è cieco, dove avviene il lavaggio vero e proprio, poi c'è la separazione della sabbia e infine del sabbione.
La sabbia viene separata dall'acqua con una ricuperatrice a tazze, il sabbione a volte ha la rec. a tazze, altre volte a coclea.

3° fase: vaglio vibrante: seleziona le varie pezzature di ghiaia che non necessita di recupero perché l'acqua scende tutta dai fori del vaglio rotante, quindi è già praticamente asciutta.

4° fase: in molti casi, ma non sempre la ghiaia più grande può essere inviata in un frantoi, a volte ce ne sono 2 o 3 che lavorano su pezzature diverse.
In genere sono a cono o a mascella, nei vecchi impianti erano a barre.
in questo modo si hanno altre pezzature frantumate e non naturali.

in seguito vedremo anche di commentare qualche foto....per ora è tutto, aspetto domande e anche le correzioni di chi ne sa più di me
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  #2  
Vecchio 09-05-2006, 21.18.14
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Eccomi Friz, rispondo all'appello! non sono molto esperto neanche io, però mi hanno sempre attirato questi impianti. In particolare vorrei fugare ancora qualche dubbio, ad esempio come funzionano le recuperatrici a tazze e a coclea, e per capirci, quali sono i diversi usi di sabbia e sabbione? cosi capisco la loro differenza. Io ho sempre pensato che di sabbia ci fosse solo un tipo .
Propongo anche di inserire link a produttori di tali impianti.

Inizio io con un bel link con molte spiegazioni:
http://www.baioni.it/baioni_frantuma...upero_fini.htm

Poi:
http://www.comeceng.it/home.html?lang=it



Domande, domande e ancora domande:
-che si fa dei fanghi di risulta del processo di chiarificazione?
-che cosa sono i prodotti micronizzati?(forse resi in polvere tipo cemento?)
-che cosa sono i prodoti ventilati?

Ultima modifica di luke12 : 09-05-2006 alle ore 21.54.09
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  #3  
Vecchio 09-05-2006, 21.56.48
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ok nell'ordine:

la recuperatrice a tazze è composta di una vasca in cui si trova una coclea di grosso diametro, che convoglia la sabbia verso la ruota a tazze. la ruota a tazze scarica la sabbia fuori dalla macchina, mentre uno scarico fa uscire l'acqua e la manda al depuratore

si usa per il recupero della sabbia

la
discegno tratta da www.comeceng.it

recuperatrice a coclea è formata da una vasca inclinata di 10-15° in cui ruota una coclea. l'acqua viene immessa dalla parte bassa della macchina, la coclea ruotando trascina verso l'alto il materiale inerte che viene scaricato dalla cima della macchina.
l'acqua invece esce da uno scarico posto ad un'altezza opportuna.



foto tratta da www.baioni.it


il sabbione non so come si chiami in italiano...è un termine un po' dialettale.
in pratica è una sabbia più grossolana.
la sabbia in genere è 0-3mm, il sabbione è 0-6mm
è quella che si sparge sulle strade in inverno, perchè costa meno della sabbia.

ecco altri 2 link
http://www.reiter-crippa.it/itacat.htm
http://www.pozzato.it/it/
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Ultima modifica di Friz : 09-05-2006 alle ore 22.31.13
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  #4  
Vecchio 09-05-2006, 21.56.49
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ecco alcuni link di produttori di impianti e parti di impianto,forse il modo migliore x capire di + è fare domande
http://www.camssrl.it/
http://www.crushingplants.com/it_index.htm
http://www.baioni.it/baioni_frantuma...secondaria.htm
http://www.continentalnord.com/impianti_cingolati.htm
http://www.macimpianti.com/
appena me ne vengono in mente altri li posto
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  #5  
Vecchio 09-05-2006, 22.00.01
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Togno, le ultime 3 domande per me son già troppo difficili
i fanghi credo vengano smaltiti come i fanghi di depurazione delle fogne.

i prodotti micronizzati penso siano il filler...ovvero la sabbia finissima recuperata con l'idrociclone...mi pare si usa per fare il conglomerato bitumoso (asfalto)
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  #6  
Vecchio 09-05-2006, 22.14.22
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si il filler viene utilizzato in percentuale nella produzione di conglomerati bituminosi,poi dipende dal tipo di filler e dal materiale che si vuole produree ecc. ecc.
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  #7  
Vecchio 09-05-2006, 22.52.23
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già che ho 2 minuti di tempo inizio col descrivere un po' le macchine usate negli impianti....

partiamo da quello che è il primo componente un po' in tutti gli impianti: il vaglio sgrossatore.
il primo tipo è quello vibrante, forse il più diffuso.
è formato da una piastra formata da barre di acciaio affiancate, gli inerti di minori dimensioni passano tra quaste barre, mentre quelli di dimensioni maggiori non passano e vengono scaricati dal fondo della macchina.ovviamente questa piastra si muove avanti e indietro per favore la vagliatura del materiale


esistono poi i vagli sgrossatori di tipo rotativo, ovvero dei robusti cilindri di acciaio dotati di fori di grosso diametro, che vengono alimentati col naturale da un lato.
il materiale più piccolo esce dei fori e cade sul nastro trasportatore sottostante.
i ciotoli vengono scaricati dal lato opposto a quello di carico

esistono infine le griglie a dischi, che io non ho mai visto, ma che si usano negli impianti da roccia per grosse pezzature.

in pratica sono formati da una serie di dischi montati su più alberi messi uno in parallelo all'altro.
tra questi dischi si vengono quindi a formare degli spazi che permettono ai materiali più piccoli di passare sotto, quelli grandi restano sopra.
questi alberi portadischi sono messi in rotazione da un motore,la rotazione serve a favorire la selezione e a avviare verso il fondo della macchina i ciotoli che vengono così espulsi
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  #8  
Vecchio 09-05-2006, 23.15.07
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Per non essere del settore la sai già fin troppo lunga!! Comunque ti dò solo alcune precisazioni ,calcola che non tutti gli impianti sono uguali, per quanto riguarda l'impianto dove lavoro io per quel poco che ne sò la 1° fase è maggiormente usato vaglio a vibro per caduta dove viena suddiviso il ciottolame da 50 in sù và accumulato e poi frantumato in un successivo passaggio ,mentre il resto viene trasportao su nastri al vaglio nella fase 2° che hai già spiegato te ,con una differenza che una volta lavate le sabbie ,espulso il filler ,le pezzature di ghiaia e pisello ricado sempre all'interno del vaglio dove delle reti le suddividono e una volta lavate cadono nei vari silos.La fase 3° ok come tu hai già citato mentre 4° fase per il pietrisco spaccato oltre alla ghiaia frantumata (se in esubero) a questo punto entra in gioco la vagliata frantumata in precedenza che viene trasportata con nastro ad un vaglio vibrante che la suddivive per pezzatura creando sab.granita ,3/8 spac.,5/15 spac. 15/30 spac. super 30 spac. polvere di frantumazione.Son stato molto generico !!! anche perchè non è mia mansione occuparmi dell'impianto.,
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  #9  
Vecchio 09-05-2006, 23.31.08
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Ragazzi, se ho del tempo, domani faccio delle foto dell'impanto dove lavoro io..visto che sul sito www.schneiderbeton.ch è spiegato.. ma in tedesco..

Ultima modifica di Gianni Palma : 10-05-2006 alle ore 15.18.44 Motivo: sistemato link che non funzionava
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  #10  
Vecchio 10-05-2006, 14.02.34
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x E485: anche alcuni impianti qui in zona funzionano come il vostro....ma la maggioranza sono come quelli che dicevo prima.
ad esempio ce ne è uno che ha lo sgrossatore vibrante che separa i ciotoli.
poi un vaglio vibrante separa le varie qualita di ghiaia e il sabbione, che vengono lavate con un getto d'acqua e asciugate con le recuperatrici a coclea.
il resto viene frantumato e prosegue verso altri 2 vagli in serie che fanno che fanno altre 5 pezzature, di cui una può essere inviata in frantoio (quando in eccesso) e riemssa in circuito.
questo grossomodo funziona così.

cmq poi metto qualche foto di impianti, così vediamo di esaminare un po' insieme come funzionano nel dettaglio.
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Ultima modifica di Friz : 10-05-2006 alle ore 14.13.22
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  #11  
Vecchio 10-05-2006, 21.30.39
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eccomi di nuovo qua.....ora parlerei un po di macchine da selezione.
i vagli possono essere rotanti o vibranti.

il vaglio rotativo è formato di un tamburo diviso in varie sezioni, la prima è cieca dove avviene il carico del materiale e dell'acqua e dove avviene il lavaggio degli inerti.
poi si susseguono varie sezioni (2-3-4 a seconda dei tipi) con fori via via più grandi, che selezionano dapprima la sabbia, poi man mano pezzature più grandi.

in genere viene usato negli impianti per la lavorazione di materiale alluvionale.

ci sono poi i vagli vibranti, formati da varie griglie sovrapposte, con fori di varia misura.
le griglie vibrano per facilitare la selezione.in genere le griglie sono da 1 a 4
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  #12  
Vecchio 10-05-2006, 22.06.58
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Una volta a Rivarolo in riva all'Orco c'era un vecchio impianto di cava, se cosi si può chiamare, fatto cosi: un terrapieno alto non so, 15-20 m, tenuto sui da tre pareti di cls, la scarpata libera era la strada per arrivarci in cima. Poi agganciato alla cima del muro frontale di cls c'era una piastra molto lunga di ferro, larga sarà stata 6m e lunga in modo da formare l'ipotenusa di un triangolo rettangolo. Sulla piastra, tutta arrugginita c'erano diversi fori, che cambiavano diametro ogni 2-3 m circa, a partire dai piu piccoli(sabbia) poi via via piu grandi, di modo che i ciottoli arrivavano alla fine della piastra. E sotto la piastra ovviamente c'erano le diverse pezzature di materiale raggruppate in cumuli.
Ne avete mai visti anche voi di "impianti" del genere?
Per la cronaca, la struttura sarà rimasta su finchè avevo si e no 10 anni, quindi 10 anni fa l'avranno demolita. Per far posto a orti abusivi. Ho detto tutto.....
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  #13  
Vecchio 11-05-2006, 00.08.59
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Impianti alluvionali;
Partendo dall’origine, si tendeva sempre, struttura in cls od in ferro a sviluppare in altezza ed a portare la materia prima sulla sommità per poi con canale sfruttare la gravità.
Al vertice vi era la tramoggia con la griglia a rotaie che selezionava la pezzatura massima ammessa dal frantoio/molino primario e le pietre cadevano fuori dell’impianto se l’impianto era a dragline .
Il materiale arriva invece sopra direttamente calibrato, prima se a scraper con catena di secchielli, poi con l’affermarsi dei nastri trasportatori (in questi casi buca di alimentazione posta in basso) . E sempre sopra vi era il vaglio/lavaggio rotativo (ora sostituito in buona parte dal vibrovaglio piano) con anche reti concentriche; i materiali “tondi” selezionati cadevano nei silos dove venivano cavati con camion o deucaville.
Il materiale di supero dalle reti del vaglio con canala veniva avviato nel molino primario, frantumato, secchielli o nastri veniva riportato in cima, se si desiderava la polvere di pietra vi erano sempre due vibrovagli pendenti di cui il primo a secco e qui vi era la cernita degli spaccati. Anche questi prodotti andavano nei silos appositi . Il supero dei vibrovagli andava ove era presente al molino secondario o tornava al primo. Se andava nel secondario, si rimandava in alto sempre sfruttando l’elevatore del primario.
Le acque di lavaggio di tutti i vagli, contenente sabbia, venivano e vengono inviate alle ricuperatrici, ora molto comune l’idrociclone, prima solo come avete detto, ricuperatrice a tazze con nessuna, più o meno eliche, coclee e le non menzionate ricuperatrici a gravità ed a cingolo.
Ora tutto va a cumulo e smistato tra le varie macchine con i nastri e gli impianti in massima parte si sono abbassati. Visto poi che le qualità della materia prima è sempre più difficile, si sono aggiunte sfangatrici, sgrossatori per evitare inceppamenti al frantoio di alimentazione dato che ora si tende a frantumare pezzatura che prima veniva venduta a basso costo come riempimento.
Tutti i macchinari attualmente in uso hanno alle spalle comunque, escluso l’idrociclone che ha storia più recente e con gli ovvi aggiornamenti, da un minimo di 70 anni a più di un secolo.
Abbastanza recenti anche le reti antiintasamento.
Non è stato menzionato il molino a griglia; questi, rotativo non aveva la bocca di scarico libera ma appunto vincolata da una griglia calibrata per avere sempre la massima pezzatura stabilita.
Il mulino a barre invece aveva ed ha doppio uso, a parte che il prodotto è ottimo, può venire usato per riciclare ghiaie sporche per produrre sabbie senza pericolo di intasamenti mentre in alcuni casi ove la materia prima era viziata da ferro, zolfo od altissima percentuale di argille, le sabbie di lavaggio venivano gettate, ora vendute come riempimento, e si sopperiva alla necessità di sabbie con questo macchinario.
Sulla denominazione dei materiali questa varia da zona a zona ma difficile che si chiami un materiale “sabbione” se non come sinonimo di sabbia di scarto ma mai, per gli addetti ai lavori, di calibratura; la sabbia 0/3 o la sabbia 0/6 devono avere le stesse caratteristiche di pulizia etc. Solo che la fine va per intonaci, la grossa per i getti.
I fanghi, se provenienti non da vasche di decantazione naturale, ma soprattutto da impianti di chiarificazione possono essere usati per bonifiche e quanto altro ma ricadono sempre in una categoria di rifiuto, devono venir presi in carico come tali e ceduti con l’apposito formulario.
I prodotti ventilati sono invece principalmente provenienti da impianti a secco; come se provenienti dagli aspiratori ma qui volute appositamente, sono le polveri, ad esempio ricche di calcio, impalpabili e per vari usi.
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  #14  
Vecchio 11-05-2006, 09.29.08
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Mi pare che tutte queste descrizioni siano più che esaurienti e quindi non aggiungo nulla d'altro. Mi permetto di segnalare invece, per chi vorrebbe affinare oltremodo le conoscenze in materia, che c'è la possibilità di acquistare un libro (Frantoi e vagli - edito dalla PEI di Parma: http://www.edizionipei.it/ ) che approfondisce in dettaglio quasi maniacale tali argomenti. Io ve lo consglio in quanto è veramente molto ben fatto e per molti anni sarà certamente attuale per gli operatori del settore e per noi appassionati.
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giò
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  #15  
Vecchio 11-05-2006, 19.54.51
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effettivamente ho notato anche io che negli impianti di recente costruzione i silos sono quasi scomparsi.
in genere ci sono solo dei silos polmone per l'alimentazione dei frantoi.
giustamente come dice Junker ultimamente le recuperatrici a pale sono soppiantate dai più moderni idrocicloni per il recupero delle sabbie fini.

per il discorso sabbione mi viene in mente che una cavi di qui ha il cartello montato su un nastro che recita "sabbione lavato" dunque di cosa si tratta?
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  #16  
Vecchio 25-11-2007, 11.35.39
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Ciao ragazzi....chissà se riesco a beccarvi...comunque tento.
Visto che vi vedo ferrati sull'argomento mi dareste una mano a capirne di più?
Suppongo di avere materiale alluvionale che proviene da cava, nell'impianto di frantumazione subisce una sfangatura, con sfangatrice a tamburo. dalla griglia grossolana le pezzature grosse sono inviate alla frantumazione e in uscita suviscono un lavaggio....sapet descrivermi le macchine per il lavaggio? Devono essere scelte in base alla tipologia di materiale?
Qualcuno sa dirmi poi qual è la normativa a cui devono sottostare questi impianti?
Ho l'esame martedì, vi ringrazio
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  #17  
Vecchio 25-11-2007, 14.56.48
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Suppongo di avere materiale alluvionale che proviene da cava, nell'impianto di frantumazione subisce una sfangatura, con sfangatrice a tamburo.
Negativo; ante la prima frantumazione ed in parole povere ante entrare nella bocca del frantoio, a monte di questi c'è ormai quasi sempre immediatamente a valle tramoggia alimentazione un vaglio sgrossatore che fa cadere nel sottostante nastro la pezzatura inferiore e/o terriccio ante prevenire impaccamenti sia se l'impianto sia dotato di frantoio a mascelle o mulino rotativo sgrossatore ad es. tipo Dragoon. Sempre nel nastro vengono convogliati i materiali lavorati dal frantoio/mulino e tutti insieme avviati a sfangatrice a tamburo se il materiale è sporco .
Se l'impianto lavora materiale pulito invece direttamente a vaglio rotativo con precamera di lavaggio e parte di selezione e/o a vibrovagli, piani od inclinati, di lavaggio e selezione.
Qualora il materiale in sezione morfologicamente è di piccola sezione allora esso viene avviato direttamente ai vagli e/o sfangatrice senza uso frantoio/mulino e vaglio. In tal caso se in detto materiale è di converso possibile il rinvenimento di trovanti fuori dimensioni allora la tramoggia di carico invece di essere aperta è sormontata da una griglia di selezione inclinata ( rari casi anche orizzontale) composta da profilati meccanici e/o, vecchia prassi e valida prassi da semplici rotaie ferroviarie.
Ricordarsi sempre che dei mulini esistono 4 varianti; sgrossatore, primario, secondario e terziario anche se spesso le prime due tipologie vengono unificate. Nei frantoi a mascelle invece
nelle descrizioni si parla di frantoio quadro ( qualora l'imbocco materiale sia di dimensioni di pari lato), normale ed infine di rifinitura o granulatore.
La sfangatrice a tamburo funziona poi sempre a lavaggio controcorrente; dalla parte nella quale essa tramite gli appositi cestelli scarica quanto ha lavato entro l'acqua chiara; dalla parte di immissione esce invece l'acqua torbida contenente particelle di sabbia , filler e terra, materiali questi che inviati con il flusso d'acqua alle sabbiere od idrocicloni verranno qui divisi; sabbia a cumulo e fanghi in decantazione.
Qualora il materiale è molto più ricco di terra argillosa che sabbia e non è coveniente la selezione od il prodotto risulta scadente, questo flusso viene avviato direttamente alla decantazione e le sabbie prodotte sono solo quelle derivate dalle successive frantumazioni di ghaie pulite. ( idem per le acque dei vagli in casi simili)
Post selezione primaria poi i materiali possono essere avviati a cumulo se la loro tipologia ( tondo/pisello) è richiesta dal mercato mentre le pezzature più consistenti vengono inviate ai mulini/frantoi secondari. Se non richieste, direttamente il tutto inviato ai mulini; uno per le grosse pezzature, uno per le fini. E da qui escono sabbie e spaccati. Se si ricerca prodotto asciutto questi vengono poi trattati con vagli a secco; di converso con altri vagli ad umido.
Per le legislazioni, mentre prima era Polizia specificatamente preposta il Corpo delle Miniere e la ex ENPI ora tendenzialmente sono tutti i vari enti che garantiscono la corretta applicazione delle vogenti normative della 626 anche in base a quanto stabilito dalle giurisdizioni delle Regioni/Province in merito trattanti.
Non ultimo ricordarsi che per l'impiego di materiali in tantissime richieste è altresì obbligo fornire certificazione ISO 9001
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  #18  
Vecchio 25-11-2007, 16.41.22
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Grazieeeee!!
Sicuramente avrò ancora bisogno del tuo aiuto, a presto e buona domenica!!
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  #19  
Vecchio 19-08-2008, 09.40.17
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Io ho una certa curiosità circa il ciclo dell'acqua in questi impianti.
Immagino che per sfangare il materiale serva una gran quantità d'acqua.
Quanta? E si può ricircolare o deve essere scaricata perchè ormai sporca?

Ciao e complimenti per la passione.
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  #20  
Vecchio 28-07-2016, 17.22.47
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Originalmente inviato da luke12 Visualizza messaggio
una volta a rivarolo in riva all'orco c'era un vecchio impianto di cava, se cosi si può chiamare, fatto cosi: Un terrapieno alto non so, 15-20 m, tenuto sui da tre pareti di cls, la scarpata libera era la strada per arrivarci in cima. Poi agganciato alla cima del muro frontale di cls c'era una piastra molto lunga di ferro, larga sarà stata 6m e lunga in modo da formare l'ipotenusa di un triangolo rettangolo. Sulla piastra, tutta arrugginita c'erano diversi fori, che cambiavano diametro ogni 2-3 m circa, a partire dai piu piccoli(sabbia) poi via via piu grandi, di modo che i ciottoli arrivavano alla fine della piastra. E sotto la piastra ovviamente c'erano le diverse pezzature di materiale raggruppate in cumuli.
Ne avete mai visti anche voi di "impianti" del genere?
Per la cronaca, la struttura sarà rimasta su finchè avevo si e no 10 anni, quindi 10 anni fa l'avranno demolita. Per far posto a orti abusivi. Ho detto tutto.....
ciao luke 12, sono un imprenditore del piacentino (settore costruzioni stradali), e grande appassionato di impianti e cantieri lavorazioni inerti (specialmente se vecchi, datati ed arrugginiti). Mi ha parecchio affascinato la tua descrizione (mi pare di vedermelo davanti l'impianto). Se ti va possiamo rimanere in contatto. Scusa il leggero ritardo di qualche anno
Grazie a presto giovanni g.
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Giovanni G.
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  #21  
Vecchio 15-10-2016, 13.02.05
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Una volta a Rivarolo in riva all'Orco c'era un vecchio impianto di cava, se cosi si può chiamare, fatto cosi: un terrapieno alto non so, 15-20 m, tenuto sui da tre pareti di cls, la scarpata libera era la strada per arrivarci in cima. Poi agganciato alla cima del muro frontale di cls c'era una piastra molto lunga di ferro, larga sarà stata 6m e lunga in modo da formare l'ipotenusa di un triangolo rettangolo. Sulla piastra, tutta arrugginita c'erano diversi fori, che cambiavano diametro ogni 2-3 m circa, a partire dai piu piccoli(sabbia) poi via via piu grandi, di modo che i ciottoli arrivavano alla fine della piastra. E sotto la piastra ovviamente c'erano le diverse pezzature di materiale raggruppate in cumuli.
Ne avete mai visti anche voi di "impianti" del genere?
Per la cronaca, la struttura sarà rimasta su finchè avevo si e no 10 anni, quindi 10 anni fa l'avranno demolita. Per far posto a orti abusivi. Ho detto tutto.....
Un sistema di vagliatura fisso mi pare.
In Sicilia ne ho visti diversi.
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